INTERVISTA CON AMADEO FURLAN

Amadeo Furlan è un uomo con molti talenti e molte passioni. Ha lavorato come ricercatore nel mondo medico e poi come manager in molte aziendale nazionali ed internazionali, da 16 anni a questa parte si muove nel mondo della consulenza, della formazione aziendale e manageriale. La sua più grande passione? La medicina psicosomatica alla quale dedica la maggior parte del suo tempo. Tempo dedicato a trasferire e promuovere nuove ricerche scientifiche nel mondo della medicina alternativa. Il suo obiettivo principale è quello di fornire al pubblico informazioni oneste e tangibili su come si può mantenere un benessere fisico e mentale.

Cosa ha suscitato dottore il suo interesse per la medicina alternativa?

Dopo aver lavorato per molti anni per le grandi società, avevo bisogno di un cambiamento. Volevo fare qualcosa di diverso. Nel 1988 ho avuto il piacere di incontrare un professore (prof. Dalla Dea) che, mi ha fatto conoscere il mondo della Programmazione Neuro Linguistica (PNL), e mi ha aiutato a comprendere in che modo la mente viene influenzata dalle parole e, come queste agiscono sulle nostre azioni ed i nostri comportamenti, con i conseguenti risultati. Per me è stato un amore a prima vista e che, ho coltivato frequentando i Master con il fondatore della PNL Richard Bandler. Anche se, all’epoca, ho dovuto tralasciare i miei percorsi di studi nel mondo della medicina alternativa dedicandomi, invece, a governare l’azienda in cui lavoravo.

Perché ha continuato a studiare medicina, se già era un manager di successo?

Perché ero affascinato da questo mondo, perché volevo capire di più su come la mente e il corpo comunicano tra loro, perché i pensieri negativi reiterati nel tempo, possono portare a malattie fisiche, perché le frequenze delle nostre parole possono influire, inevitabilmente, sulla nostra neuro fisiologia, e perché ero e sono fondamentalmente convito che, un manager di alto livello debba conoscere bene come funziona la mente e come usare le parole per valorizzare al meglio le potenzialità dei propri collaboratori. Dopo oltre vent’anni di studio, di ricerca e di corsi fatti con i migliori formatori al mondo, sono sempre più certo che, mente ed emozioni sono in stretta connessione con i risultati che le persone ottengono. In definitiva sono un tutt’uno.

Come ha conciliato il lavoro da CEO nelle multinazionali dove ha lavorato con la sua passione per la medicina?

Mentre continuavo a girare in tutto il mondo, ho iniziato a ritagliare del tempo e delle risorse finanziarie per implementare le mie conoscenze e capire come gli eventi del passato, le parole “significative” elaborate dalla psiche scrivono nel soma, ovvero come si sviluppa la malattia o il disagio. Capire come le malattie psicosomatiche potevano essere risolte era diventato il mio scopo primario, ecco perché dopo tanti anni di carriera manageriale, mi sono ritirato e mi sono riappropriato della mia vita, dedicando tutti gli sforzi alla medicina alternativa. L’obiettivo era capire perché quella patologia fosse insorta, quale fosse la sua genesi (origine) e come poter aiutare chi ne soffriva per risolvere dolori e paure. 

Cosa significa malattia psicosomatica?

La Medicina oggi sta andando incontro sempre più ad un approccio olistico. I medici hanno sempre più la consapevolezza che, le persone sono individui e devono essere visti come tali, e non secondo protocolli standardizzati generici. Il mondo si sta aprendo a nuovi orizzonti e nuove forme di conoscenza e consapevolezza. Oggi, sentiamo una spinta interiore più forte che ci spinge a scoprire, a osservare la natura, a leggere quello che ci dice, si tratti del cielo, dell’acqua o del nostro corpo,  per essere in grado di trovare quell’equilibrio che abbiamo dimenticato e perduto. Siamo in una rivoluzione psicologica.

Come ha fatto a dare un senso a tutti questi studi con un passato lavorativo orientato principalmente nel mondo del business aziendale?

La vita mi ha regalato moltissime opportunità, facendomi conoscere molte persone speciali, molti medici capaci di innovare. Tra le persone più significative conosciute (circa 10 anni fa) ci sono due grandi (così li considero io …, e non solo)  uno è Paolo Spoladore e l’altro è il dott. Raffaele Migliorini che sono stati per me dei mentori. Rappresentano i miei riferimenti, perché sono i professionisti più significativi e affidabili per competenza, esperienza e documentazione scientifica, ma soprattutto, sono stati e sono ancora oggi capaci di offrire un contributo di elevato valore con nuovi e unici approcci nel mondo delle malattie psicosomatiche. 

Le manca il mondo aziendale?

Sono passati 16 anni da quando ho lasciato quella vita, e devo dire che non mi manca affatto. Sono stati 22 anni intensi, di alto livello, con esperienze straordinarie che, hanno influenzato la mia vita professionale, ma ora fanno parte del passato, ed è un passato che non mi appartiene più  e non ne sento per niente la mancanza.

Dove porteranno questi nuovi approcci di medicina alternativa?

Non ho idea dove questi studi ci porteranno, ma ho la piena consapevolezza che, la corretta divulgazione, il confronto onesto e trasparente daranno alle persone “ammalate” una nuova opportunità di conoscenza. Ma soprattutto, offriranno a tutti una grande possibilità, una risposta preventiva. Come dice il detto “prevenire è meglio che curare”. Il resto credo sia un mistero, perché nessuno di noi sa predire il futuro. Ma di certo mi sento ancora all’asilo, sì all’asilo, un posto dove il bambino impara a capire le cose, dove inizia il percorso di confronto, dove la sua creatività viene incanalata e implementata. 

Cosa spera per il futuro della medicina alternativa?

Spero che cresca e si evolva, spero che l’uomo sappia cogliere dalla natura le giuste informazioni per maturare e innovarsi. Spero che, attraverso la condivisione di tutti questi studi si possa collaborare per trovare la strada per una vita gioiosa, e che si possano fornire spunti interessanti per le future generazioni, con strumenti efficaci che possano prevenire tutte le forme di disarmonia fisica, psicologica e spirituale.

Cosa vorrebbe comunicare con questo blog e che ruolo vuole che abbia per creare un futuro migliore?

Non ho fatto questo blog per creare l’illusione che io possa insegnare qualcosa al mondo. Sarebbe sciocco, presuntuoso e superbo pensare che, possa fare tutto questo da solo. È proprio grazie ai feedback che riceverò, e al confronto sano e umile, che io credo si possa collaborare per aiutare, chi è malato, a trovare il punto di svolta della propria vita. Spero che, questo blog crei una comunità di uomini e donne che sentano il forte desiderio di offrire il proprio contributo, a seconda delle loro competenze delle loro possibilità, per il bene di tutto, così da permettere ad ogni persona di “sentirsi” di nuovo in salute, godendo di un dono che da sempre ci appartiene.