LIBRI CONSIGLIATI PER ACCOMPAGNARVI IN QUESTA ESTATE

Ecco libri consigliati, anzi, consigliatissimi dai nostri relatori che vi hanno tenuto compagnia nello spazio #iocimettoilcuore. Testi che vale la pena leggere, perché vi commuoveranno, stupiranno, esalteranno, spiazzeranno e turberanno, come tutti i libri belli.
Buona lettura!

  1. Salvator Mundi: La resurrezione degli uomini e la vita eterna ora sono la nostra realtà – Grigori Grabovoi

Questo è il libro più importante del Mondo, il libro più importante di tutti i tempi, destinato a risvegliare la coscienza, destinato a cambiare il Mondo per la salvezza dell’umanità. Grigori Grabovoi è l’autore dell’insegnamento ¨Salvezza Globale e Sviluppo armonico ¨. 

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Ha ricevuto recentemente il riconoscimento ufficiale attraverso i documenti dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (UNO). E un grande scienziato, ed è specializzato in energia informatica. Egli è stato onorato della medaglia d’argento dal vincitore del premio Nobel P. Pavlov assegnatogli dalla Accademia di Scienze Russa per il suo ¨Approfondimento della medicina e della salute pubblica¨ Grigori Grabovoi è anche il vincitore della competizione indetta dall’Accademia Internazionale di Scienze, sull’argomento ¨Natura e Società¨.
Ecco il link dove puoi acquistare:
https://bit.ly/phc05_libro_Grigori_Grabovoi

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2.  Siamo tutti sensitivi. I poteri della mente – Manuela Pompas

Da tempo sappiamo che la maggior parte delle persone usa meno del dieci per cento del proprio potenziale mentale, legato soprattutto all’emisfero sinistro, quello della razionalità. Oggi tuttavia sono in molti a utilizzare anche l’emisfero destro, legato all’intuizione e alla creatività. Per farlo si inizia da tecniche molto semplici come il rilassamento, la visualizzazione, la dinamica mentale, la meditazione, l’attivazione dei chakra – per arrivare ad altre più complesse come lo sviluppo delle facoltà ESP o i viaggi fuori dal corpo – ognuna delle quali richiede come punto di partenza la capacità di entrare in stato alfa.

Ecco, questo long-seller, oggi in una nuova e rinnovata edizione, propone una parte teorica (in cui tra l’altro sono citate le esperienze dei sensitivi più famosi) e una pratica, con una serie di esercizi base che ci permettono di addentrarci in quell’universo sconosciuto che è il nostro mondo interiore, non soltanto al fine di affinare le nostre capacità psichiche, ma soprattutto per iniziare a percorrere un cammino di presa di coscienza, di benessere psicofisico e di risveglio interiore.
Ecco il link dove puoi acquistare:
https://bit.ly/phc05_Manuela_Pompas_sensitivi

Libri Consigliati

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LA GIOIA VINCE SEMPRE

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Quando svolgo la mia attività professionale, sono solito pormi domande. In questo momento voglio soffermarmi su alcune di queste, ad esempio quando spiego alle persone l’importanza di avere un atteggiamento congruo alle varie situazioni che la vita ci mette di fronte. Atteggiamento però, che dobbiamo condire con una bella spruzzata di gioia.
        Ma la gioia esiste veramente?
        La gioia è un’utopia?
        La gioia è una forma di illusione mentale?
        La gioia è un’emozione che possiamo vivere ogni giorno?
        La gioia in tempo di pandemia virale esiste veramente?
Esiste un metodo scientifico che dimostri come l’applicazione quotidiana di un atteggiamento congruo alle situazioni in cui ci troviamo e gioia insieme, possa trasformare il mio sentimento troppo razionale e trasformarlo in un atteggiamento/comportamento più aperto e solare?
In queste righe voglio farvi riflettere su quanto sia importante, ancor di più in questo momento storico, vivere nella gioia.
                                                 È l’arte suprema dell’insegnante,
                                risvegliare la gioia della creatività e della conoscenza”
                                                                                                              Albert Einstein
In questi ultimi 30 anni ho frequento diverse scuole di formazione e grandi guru della crescita personale con l’idea che avrei trovato la giusta tecnica e la giusta motivazione che mi permettessero di vivere la gioia pienamente.
Mi sono affidato anche alle letture, all’ascolto di audio, ho imparato tanto e credo di aver preparato il terreno affinché il seme in me potesse prima o poi germogliare.  Un bel giorno lavorando con una meravigliosa persona nel mio studio, ho compreso la ricetta segreta della gioia, è stata lei a metterla in luce: “Amadeo, lei è molto bravo e altrettanto fortunato, la gente si rivolge a lei e trova di sicuro beneficio e giovamento, ma il motivo per cui è disposta a pagare la parcella è perché lei, attraverso noi, ha modo di risanare le sue ferite trovando la gioia e grazie a ciò infonderla in noi”.
Incredibile, in questi anni, avevo incontrato persone, avevo lavorato insieme a loro, le avevo sostenute negli incontri individuali per risolvere le loro disarmonie psichiche e patologiche e non avevo avuto la piena consapevolezza di come fosse stata la gioia l’elemento fondamentale. Erano lì, di fronte a me, io non facevo altro che suggerire loro di spostare il loro pensiero razionale e sentimentale e posizionarlo nella loro parte emozionale e in pochi incontri ritrovavano l’entusiasmo per la vita, miglioravano le loro condizioni neuro fisiologiche, riscoprendo nuovamente la gioia di vivere.
Quindi che cos’è la gioia?
La gioia è un’emozione piacevole di alta intensità, che proviamo quando crediamo con certezza che uno scopo, per noi molto importante, sia stato realizzato.
La gioia è un’emozione pura, la felicità invece è pur sempre una bella emozione, ma coloro che la sperimentano hanno sempre un oscuro timore di perderla. La felicità, a differenza della gioia, si spegne nel momento in cui raggiungiamo l’obiettivo; in quel momento stesso ne percepiamo la precarietà e la transitorietà. La felicità è infatti è un’emozione pronta a polverizzarsi di fronte a piccole situazioni di disagio, figuriamoci a quelle più grandi. 
Perché la gioia ha connotati così diversi?
Perché la gioia dipende solo da noi. Un neonato, dopo aver soddisfatto i bisogni primari che sono il cibo, il sonno e quelli fisiologici, si riveste di gioia. Basta guardarlo per capire che la gioia è parte integrante del nostro DNA. Solo il tempo e i neuro condizionamenti che riceviamo rendono la gioia un’emozione più blanda, temporanea che si consuma rapidamente.  La gioia è un atteggiamento, un modo di interpretare la vita nella direzione del “vitale”, la gioia dipende dall’atteggiamento che abbiamo difronte alle situazioni, dipende dal significato negativo che carichiamo a quell’evento. La gioia è la sensazione che si prova guardando negli occhi la persona che ti ama, un amico che ti rispetti, il figlio che si accoccola tra le tue braccia, l’abbraccio e il calore che ti offre il tuo partner.
La gioia non è un’idea né una decisione, è semplicemente una sensazione che pervade ogni cellula del nostro corpo perché una cascata ormonale ossitocinica invade tutto te stesso.
A differenza della felicità, la gioia può durare finché tu soffri. La gioia è un atteggiamento del tuo cuore, non una mentalità. Molti studi scientifici, hanno cercato di capire il profondo significato che ha la gioia. Da alcuni di questi è emerso che:

  • La gioia dipende al 50% dai nostri geni. È chiaro che questo 50% dipende dall’imprinting (il vissuto) che i nostri genitori hanno ricevuto dai loro stessi genitori. Dipende dal significato che loro hanno dato ad avvenimenti accaduti sia durante la fase di gestazione, che nella fase di imprinting e successivamente di modeling della vita del figlio.
  • L’8-10% dipende da fattori esogeni, sono coloro che vivono la gioia come un aspetto molto materiale e il loro focus sono i soldi, lo status sociale di appartenenza, l’aspetto e la bellezza fisica.
  • Il restante 40%, vivono la CONSAPEVOLEZZA della gioia, cioè sono persone che hanno capito che la gioia è un sentimento profondo legato alla nostra parte percettiva.

Tutte le persone che fanno parte del 40% provano la gioia perché il loro dialogo interiore non esprime giudizio agli eventi positivi e negativi che la vita gli pone difronte, vivono semplicemente nella loro piena coscienza.  
Per questo motivo, ci impegniamo, in questo delicato periodo, ad incontrarci nelle dirette web, per fornire a chi lo desidera, suggerimenti per ritrovare un buon equilibrio relazionale con la propria famiglia  e anche con le persone all’esterno e strumenti pratici per alleviare il peso delle restrizioni che l’isolamento ha generato.  Il modello Psico Health Coaching comportamentale che utilizzo per fare l’anamnesi emozionale delle persone che incontro è il seguente:

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Da questo schema si può evincere che ogni evento della nostra vita crea dei bottoni emotivi. Questi bottoni generano reazioni emotive, legate alle emozioni primarie.
Le emozioni primarie sono: gioia, piacere, amore, paura e rabbia. È evidente che se nella fase di imprinting della mia vita (0-12 anni), ho vissuto pochi momenti di gioia e molti momenti con emozioni di paura, rabbia, frustrazioni o sotto classificazioni di queste, la mia bussola emotiva spingerà la mia mente ad avere rappresentazioni mentali interne (veri e propri film multisensoriali) nella direzione disarmonica, che mi porterà ad avere un atteggiamento “negativo” nei confronti della vita, determinando così un comportamento consono a questo stato emotivo, portandomi a compiere azioni che sono prive di risultato, avvallando la teoria che chi, come me, ha quel determinato vissuto, sarà sempre nella vita sfortunato, infelice e privo di gioia.
Vivrà al massimo momenti di felicità sporadica, dati da piccoli obiettivi raggiunti, ma non riuscirà a trasformare la felicità in vera gioia, se non con una grandissima fatica.
Quindi è sufficiente cambiare o variare i ricordi in memoria per raggiugere la gioia?
La risposta è “no”, per raggiungere la vera gioia, dobbiamo lavorare non sugli eventi, non sulle rappresentazioni interne che l’evento procura, ma sul LOGOS che sta tra l’evento (che non può essere cambiato) e le rappresentazioni mentali.
Solo lavorando costantemente sul logos interiore, sostituendo il linguaggio disarmonico, possiamo cambiare la rappresentazione mentale e quindi il significato che noi diamo a quel evento (film emotivo).

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In questi 6 punti che seguono ecco utili indicazioni di come procedere nella vita per sostituire il logos interiore con un logos vitale che spingerà nella direzione della gioia:
1. Capire che vita vogliamo vivere e qual è il nostro grande scopo in questa esistenza:
Questo significa entrare in noi stessi e:

  • individuare i nostri punti di forza,
  • individuare Le nostre abilità,
  • individuare tutto ciò che rende deboli e inefficaci le nostre azioni.

In questo modo potremo attuare nuove strategie per raggiungere i nostri obiettivi personali, attraverso quelle parole potenti che mentalmente ci diciamo quando sappiamo ciò che vogliamo e siamo fortemente motivati a volere quella determinata situazione.
2. Trovare tempo per noi stessi e riscoprire quei piaceri che ci regalano serenità
Trovare il tempo per noi stessi, ci porta a scoprire i nostri punti di forza, le nostre convinzioni potenzianti, significa capire quali sono le migliori strategie per essere efficienti in ogni azione che intraprendiamo. Intraprendere azioni concrete significa vivere nel presente, non nel futuro. Una volta capite le nostre convinzioni, dobbiamo estrarre i nostri valori, ciò che per noi è importante. I valori rappresentano la “benzina” da mettere nel serbatoio della memoria stratificata emotiva, che invierà i giusti impulsi prima all’ipotalamo, poi all’ipofisi, generando la cascata ormonale con obiettivo gioia.
3. Segui unicamente il tuo flusso
Il nostro obiettivo primario, nella vita, è quello di ricercare attimi di gioia, di serenità e pace. La ricerchiamo di continuo, anche nelle piccole azioni quotidiane, come un abbraccio, un saluto o nel vedere un amico o un semplice paesaggio. Per questo, è necessario evitare di farsi influenzare da fattori esterni e ricordare che ogni uomo ha condizioni sufficienti per provare gioia, dato che questa emozione dipende dal nostro atteggiamento mentale e da come ci poniamo nei confronti del mondo. Dobbiamo imparare ad osservare la realtà che ci circonda in modo aperto e profondo, imparare constatare senza giudizio le cose che ci capitano, le critiche che ci vengono fatte e comprendere come integrare tutto questo per ottenere risultati migliori nel quotidiano.  Saper rielaborare la sofferenza, gestire la rabbia, smascherare la paura e trovare quel messaggio sottinteso che queste emozioni producono in noi, diventa per noi il sale della vita. Impegnarsi a vivere con questo atteggiamento implica dare grande valore alla meditazione, al movimento del corpo, alla nostra alimentazione, alla riflessione, trasformando i pensieri giudicanti di rabbia, paura, insofferenza, malinconia, frustrazione in azioni positive che influenzeranno tutto il nostro comportamento e ci  limiteranno pian piano gli effetti negativi da stress che arrivano dal mondo esterno. Ecco perché dico: SEGUI IL TUO FLUSSO.
4Sii tu colui che sa esprimere le emozioni, non gli altri a provocare le tue reazioni
Come fare?
Per prima cosa è necessario imparare ad analizzare i fatti da una prospettiva diversa da quella che fino ad oggi abbiamo utilizzato e fare questo ci porta sicuramente in una situazione più vantaggiosa. Invece di focalizzarci sui problemi che creano ansia e preoccupazione, concentriamo l’attenzione su ciò che diciamo, invertendo la rotta. Per esempio, se il nostro pensiero assillante è: “Non riuscirò mai a concludere questo lavoro in tempo utile”, potremo modificarlo in: “Tenendo un ritmo costante, con un numero X di pause regolari, porterò a termine il lavoro, con certezza, in “x” ore”.
“Questa situazione è troppo grossa per me?”. Qui diventa indispensabile ristrutturare la dimensione del problema che la mente che vede troppo grande e dirsi: “Grossa rispetto a che cosa? Cosa ho fatto da bambino quando ho imparato a camminare, a parlare, articolando parole difficili? Mi sono chiesto forse se fosse troppo difficile e grande l’impresa? Ricordo quali e quante volte ho superato ostacoli che pensavo insormontabili, ma che ripensandoli ora mi sembrano banali?”
Dato che per le cose difficili ci vuole tempo e per quelle impossibili …….. un po’ di più, iniziamo con piccoli passi per risolvere le situazioni più urgenti!
Anche la strategia del confronto con altri è importante; in questo modo possiamo imparare da chi ha raggiunto un proprio traguardo per rendere il problema affrontabile. Cercare anche sul web possibili soluzioni, restare in movimento, mai fermi, mai “inchiodati” sul problema. Modificare il punto di vista su una situazione ci consente di cambiare atteggiamenti mentali, di conseguenza comportamenti con relative azioni e risultati, che impatteranno positivamente alterando contemporaneamente i livelli di cortisolo e quindi di stress dannoso per il nostro organismo.
5. Imparare dalle emozioni
Normalmente cerchiamo di sopprimere il nostro senso di vulnerabilità perché lo identifichiamo con la sensazione che qualcosa in noi non vada bene e spesso entriamo in questa zona con una sensazione di disorientamento e di shock, come se improvvisamente ci mancasse la terra sotto i piedi…In realtà l’ambivalenza e i sentimenti misti sono spesso molto più frequenti di quanto tendiamo ad ammettere. Spesso sorgono quando le cose non stanno andando come desideriamo o avevamo pensato e ci portano a recitare un personaggio lontano dalla nostra vera identità.
Sono sensazioni collegate al nostro passato che attivano sia i nostri sistemi d’allarme che i nostri sistemi difensivi. Potremmo definirli frammenti di paura a cui cerchiamo di rispondere con una soluzione esterna.
Frequentemente iniziano con una piccola scossa data dall’elemento inaspettato che fa emergere sensazioni di vulnerabilità. Possono essere connesse con memorie congelate e molto facilmente nutrono la sensazione di ansia. Un’ansia che dice: “C’è qualcosa che non va”. Possono apparire anche come dubbio o come la sensazione di esserci tagliati via da noi stessi. Il dubbio spesso nasce come risposta ad una frustrazione, delusione, imbarazzo, paura, colpa o offesa. Invece che esplorare direttamente questi aspetti continuiamo a cercare la soluzione negli altri. È la distanza dalla nostra paura che crea le emozioni ambivalenti.
Le caratteristiche tipiche delle emozioni ambivalenti sono praticamente l’opposto di quello che proviamo nelle situazioni di apertura:
•       ci sentiamo tagliati fuori e rifiutiamo parti della nostra esperienza;
•       abbiamo sentimenti di svalutazione a volte coperti da un senso di eccessiva importanza;
•       la nostra capacità di amare diventa la paura di non essere amabili e la fame di essere amati;
•       abbiamo comportamenti impulsivi o compulsivi, entrambi basati sull’impotenza.
Gli elementi chiave dell’ambivalenza sono:
•       abbiamo paura di fronte ad una situazione imprevista;
•       ci sentiamo vulnerabili e cerchiamo di scacciare questa sensazione;
•       emergono molti dubbi e veniamo catturati da aspettative irrealistiche;
•       possiamo sentirci insultati, umiliati, irritati, preoccupati, imbarazzati, vergognosi.
Tutto questo porta in un’unica direzione: ripetersi che saremo gioiosi e quindi felici solo quando… otterremo una meravigliosa vincita alla lotteria, quando avremo la casa dei nostri sogni, quando nel lavoro ci realizzeremo o quando incontreremo il vero amore.
Razionalizzare il pensiero e legarlo sentimentalmente a queste situazioni, ci fa ESSERE CONDANNATI ALL’INFELICITA’ ETERNA.
 “La gioia e l’amore sono le ali per le più grandi imprese e rappresentano la faccia dell’ anima capace di risvegliare la coscienza”.
                                                  Amadeo Furlan

CORONA VIRUS: LA PAURA DI MORIRE, COME AFFRONTARLA E FARNE UN’OPPORTUNITA

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Inizio questa serie di articoli esaminando un’emozione in particolare:
l’emozione della PAURA ci dice che se perseveriamo nel cavalcarla ci porterà verso un’altra emozione: una vera e propria PSICOSI.

La paura è un’emozione atavica, che è parte integrante del nostro cervello rettile. L’etimologia della parola paura significa letteralmente percuotere ed in senso figurato incutere timore, atterrire.  

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Da questa radice derivano poi il greco percuoto e poi il latino pavor = pauratimore,   sono percosso, sono abbattuto ed in senso lato, io temo, io ho paura. Forte movimento d’animo con turbamento dei sensi, per cui l’uomo è eccitato a fuggire un soggetto, che a lui pare nocivo.
Ecco perché la PAURA è una condizione esistenziale che accomuna tutti gli esseri umani di qualsiasi parte del mondo e se ben manipolata, può portare a comportamenti psichici fortemente disarmonici. Riporto ciò che è accaduto a Cortellazzo e nell’Oltrepò Pavese (vedi link a fondo pagina), dove 2 persone in attesa di ricevere l’esito del tampone si sono gettata dalla finestra suicidandosi (nel giornale si riporta che se anche l’esito del tampone fosse stato positivo, non ci sarebbe stato un reale pericolo di vita per la persona. La domanda da porsi è: “Qual’è la spinta che ha portato ad un gesto così pesante? Non è forse la psicosi della morte da corona virus che sta alterando i pensieri delle persone? Chi è il vero colpevole di questa morte?” So già cosa scriveranno: “Era in una situazione psichica molto debilitata”).
Ma la paura è un’emozione così importante per l’essere umano?

La risposta è SI’, perché senza la paura, metteremo le mani dentro l’acqua bollente (paura di scottarci), giocheremo con le prese della corrente (paura di restare fulminati), ci tufferemo da qualsiasi altezza senza controllare se l’acqua che c’è sotto è sufficientemente alta (non avere inibizioni).

Quindi la paura è un utilissimo campanello d’allarme che ci segnala se stiamo vivendo in modo adeguato o ci stiamo mettendo in una situazione pericolosa.

Chi ci aiuta a capire se siamo o no in pericolo?
Chi ci attiva il sistema di allarme, per cui poi il cervello rettiliano decide di innescare una delle due strade: fuggire o combattere?

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L​a centralina che gestisce la paura si chiama amigdala, o corpo amigdaloideo. L’amigdala è un complesso nucleare situato nella parte dorso mediale del lobo temporale del cervello ed è ritenuta il centro di integrazione di processi neurologici superiori come le emozioni, coinvolta anche nei sistemi della memoria emozionale. Una sorta di Norton antivirus, che analizza i dati che arrivano dal web e ne valuta la rischiosità, secondo un preciso data base e, se lo trova rischioso, ci avverte di metterlo in quarantena o di fare un’azione per eliminare il rischio.

Un secondo segnale viene inviato dal talamo alla neocorteccia. Questa ramificazione permette all’amigdala di cominciare a rispondere agli stimoli prima della neocorteccia.

Un secondo segnale viene inviato dal talamo alla neocorteccia. Questa ramificazione permette all’amigdala di cominciare a rispondere agli stimoli prima della neocorteccia.

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Quando valuta uno stimolo come pericoloso, per esempio come quelle che stanno vivendo ora la maggior parte delle persone costantemente focalizzate all’argomento corona virus, l’amigdala scatta come un sorta di bottone neurale e reagisce inviando segnali di emergenza a tutte le parti principali del cervello, stimolando il rilascio degli ormoni che innescano la reazione di stress emotivo elevato, (adrenalina, dopamina, noradrenalina); attivando il sistema cardiovascolare, i muscoli e l’intestino, nel caso noi dovessimo decidere di attaccare o fuggire, oppure innescando una sorta di “apatia mentale che ci dice, meglio ubbidire a questa situazione, che morire”.

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Durante tutto questo processo i sistemi mnemonici vengono “aperti e controllati” con precedenza assoluta, per valutare ogni informazione utile, al fine di stimare la situazione che ha generato paura.

Mentre l’ippocampo “sfoglia uno ad uno” i fatti (pochi millisecondi), l’amigdala ne giudica la valenza emozionale, dopo di che passa all’archiviazione del ricordo. Una volta archiviato nella nostra memoria emozionale, resta lì in giacenza. 

Se si dovesse presentare una situazione simile in futuro, analizzerà l’esperienza corrente, con quanto già accaduto nel passato, ne farà una comparazione e a seconda della stima fatta in precedenza, darà a tutto il sistema l’informazione di come agire e con quale intensità.
Questa esperienza che stiamo vivendo, una volta archiviata ci porterà a reagire velocemente in un prossimo futuro (o scenario analogo di intensità emotiva) con pensieri, emozioni e reazioni apprese oggi. Ecco perché continuano a dirci, che nulla sarà più come prima. Io dico che questo è il più grande neuro-condizionamento che negli ultimi 50 anni sia mai stato fatto. Ovviamente non parlo del virus, ma di come vengono usate le parole per generare emozioni negative, di sconforto e di impotenza.
Cito un lavoro clinico dello psicologo John Leach, docente dell’Università di Portsmouth, che ha studiato il modo di reagire delle persone nei momenti di pericolo, paura e panico (esattamente ciò che stiamo vivendo oggi con la pandemia corona virus). Nei suoi studi emerge che nei casi di improvvisa emergenza, dove è in gioco la vita, circa il 75% delle persone smette di ragionare razionalmente bloccandosi, invece di elaborare un piano di fuga; resta bloccato, inebetito e incapace di prendere una decisione “saggia” per la propria vita e si muoverà come un vero e proprio “gregge”, seguendo le indicazioni di chi in quel momento è al comando. Secondo lo studio di Leach, solo una parte della popolazione, circa il il 15% delle persone, di fronte a minacce improvvise, rimane sufficientemente razionale, prendendo decisioni basate su un preciso piano d’azione, che hanno come scopo unico quello di mettere in salvo la propria vita e quella dei propri cari.  Il restante 10%, gruppo molto pericoloso per la risposta emotiva pulsiva, perde la capacità di ragionare, agitandosi e provocando danni a se stessi e agli altri.

Di certo avremmo il 75% delle persone che nello specifico contesto del CORONA VIRUS, subiranno un forte stress emotivo (pensate a tutte le preoccupazioni legate al posto del lavoro, al mutuo, ai prestiti, al sostentamento della famiglia, ecc., ecc.) che li porterà piano piano ed essere assaliti dalla sensazione di impotenza.

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Questa sensazione si espanderà poi a in tutti i contesti della vita, facendoli sentire inadeguati, impotenti e preoccupati e quindi a vivere il resto della loro vita da: SOTTOMESSI.

Ciò che ci deve preoccupare in questo momento è non entrare nella “fobia” della pandemia, altrimenti entriamo in un loop che ci porterà direttamente verso il pensiero angosciante, dove la parola morte comincerà a regnare nei nostri dialoghi interiori. Questo pensiero ossessivo della morte innesca inevitabilmente quello della perdita di qualcuno, un familiare, un amico, un conoscente, portando sempre più il cervello in un dialogo interno conflittuale e irragionevole. Dialogo che può diventare un’ossessione dalla quale risulta difficile liberarsi.
Analizzando i dati con oggettività, possiamo dire che la pandemia è un fatto oggettivo (lo ha annunciato l’OMS), l’alto tasso di mortalità del corona virus lo è molto meno (i nostri morti sono per lo più persone con un carico di 3/4 patologie. Questa analisi non deve portare a dire che dovevano morire, ma l’arrivo del corona virus ha resto il loro quadro clinico, più complesso e mortale; forse anche una pesante influenza stagionale avrebbe potuto aggravare lo stato fisico della persona).
Pensare che il corona virus sia un nemico letale per tutti, genera di sicuro l’irrazionalità della paura. Tutto questo eccede rispetto al reale pericolo (basta seguire con attenzione le normative igenico sanitarie che ci sono state richieste).
Continuare a guarda i programmi televisivi in costante collegamento con il “corona virus”, restare collegato ai social leggendo tutti i commenti postati, porta la mente, ad apprendere queste strategie, trasformandole in “bottoni emozionali” che, a nostra insaputa applicheremo a tutte le situazioni della nostra vita (dolore e sofferenza, catastrofi naturali, attentati terroristici), anche quando il reale pericolo sarà superato, trasformandoci in “animali impauriti e incapaci di reagire”.

SIAMO LIBERAMENTE INTRAPPOLATI DAL LINGUAGGIO DEI GIORNALISTI, DALLE REGOLE DETTATE DA CHI CI COMANDA, DALLA CULTURA, DALLA RELIGIONE, CHE CI MODELLANO INEVITABILMENTE CREANDO LE NOSTRE CONVINZIONI!

Concludo questo primo articolo dicendo: Le parole che usi diventano la casa in cui vivi.
Quindi cosa fare in questa situazione?
Vi sembrerà semplicistico e banale, ma dovremo semplicemente divertici, ridere, giocare, leggere libri, stare con i nostri figli e continuare a dialogare con i componenti della nostra famiglia molto di più e divertirci a guadare cartoni animati come Up, Toy Story, la bella e la bestia, il piccolo Principe, inside out e molti altri. Se li guardate con occhio critico e vigile, troverete un sacco di insegnamenti per vivere questo momento con meno pathos e più ottimismo.
Amadeo Furlan

PROMOZIONE

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Ti senti oppresso da questa situazione generata dal virus?
Hai il desiderio di parlare con un professionista in campo psicologico che sappia ascoltarti e darti strategie per ritrovare un maggior equilibrio psicosomatico?
Hai la paura e panico che attanagliano la tua mente e il tuo corpo?
Vuoi di lasciare il peso emotivo di alcune situazioni del passato che ti hanno segnato profondamente?
Con il mio programma #iotiascolto, sono pronto a farti superare, questo periodo di difficoltà, che il virus ci ha portato.
Per questo ho scelto di andare incontro non solo alle persone che vengono negli studi di Forlì, San Benedetto del Tronto, Padova, Vicenza, Milano e Vercurago (Lecco), ma a tutti coloro che vogliono migliorare la loro qualità di vita con il supporto tecnologico della video chiamata tramite whatsapp o attraverso Skype.

​Manda un messaggio alle persone di riferimento degli studi che frequenti già, oppure al numero +39 3358393283 e chiedi maggiori informazioni su come funziona #iotiascolto.

Furlan dott. Amadeo
Dottorato di ricerca PhD in Psychology malattie psicosomatiche metodica P.H.C.

Promozione: 3 sedute x 30 min = €100

NOTE PER PRENDERSI CURA DI SÈ

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Progetto Sincerus. Il sisma del 2016/2017 ha coinvolto luoghi e persone. Sincerus è un progetto che incontra queste persone e ritrova quei luoghi, ancora feriti, ma pregni di forza e speranza. Sono queste le storie che abbiamo ascoltato da donne che hanno perso la casa e molto altro, il ritorno alla vita è un dono fatto di connessioni e fratellanza ed è possibile, reale.
Il progetto rende disponibile un bene prezioso, l’arte, come elemento di scambio e solidarietà: un CD con contenuti speciali, la musica, un libro, la letteratura, per raccontare una storia che chiede di essere ascoltata, che si rivolge alla sensibilità di chi non volta altrove lo sguardo quando è il momento di incontrare altri occhi. Sincerus è un modo per creare gesti, che restino nel tempo e nella memoria grazie al tuo coinvolgimento.
Si propone tre finalità:
​Mantenere: accesi i riflettori sulle necessità delle popolazioni colpite dal sisma del 2016 nel centro Italia, perché il cammino della ripresa è ancora lungo e ognuno di noi può diventare sostegno.

Comunicare: che anche quando gli eventi della vita ci mettono in ginocchio è possibile ricostruire se stessi e diventare valore per sé e per gli altri, grazie a tutte quelle risorse straordinarie che ognuno di noi possiede e che spesso mettiamo a fuoco soltanto nei momenti di maggiore difficoltà.

Raccogliere: fondi a sostegno di svariati progetti di piccola e media dimensione, di importanza strategica per il territorio, per l’economia della zona e per i bambini e ragazzi residenti.

COME PRENDE LE DECISIONI IL CERVELLO

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Come fa il nostro cervello a prendere le decisioni e come trasforma, all’interno della mente, le informazioni che ogni giorno riceviamo, spingendo alcuni individui più deboli psichicamente verso una psicosi? 
Definiamo prima cos’è una psicosi:

La psicosi è un disturbo della mente che altera le capacità di pensiero e quindi influisce sulle funzioni mentali, con conseguente perdita del rapporto con la realtà. Colui che soffre di psicosi, si illude o si convince che situazioni non veritiere rappresentino la realtà; pensa di vedere e sentire cose che nella realtà oggettiva non esistono. 

Spesso tutto questo è accompagnato da cambiamenti dell’umoreLa psicosi è un disturbo comune anche nei giovani, (gli episodi psicotici colpiscono 3 giovani su 100 per cui è una patologia molto più comune del diabete), ma la maggior parte di loro ne esce completamente. 

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Qui di seguito raggruppo i sintomi più evidenti di una psicosi (in questa fase storica, costretti da questa pandemia, è buona cosa rimanere alla larga dal bombardamento di notizie e fare attenzione all’incontro con persone estranee, (prima o poi abbiamo tutti l’esigenza di uscire da casa), perché il terrore di persone fuori controllo può sfociare in conseguenze drastiche: 

  1. Confusione delle funzioni mentali: l’operatività quotidiana di una persona diventa piano piano sempre più confusa o non segue una successione logica. A questo si unisce la difficoltà da parte dell’individuo di esprimersi con frasi chiare e sensate o la difficoltà di concentrazione, di seguire una conversazione o di ricordarsi le cose che deve fare.
  2. Creazione di convinzioni false: chi soffre di episodi psicotici, ha la tendenza a creare convinzioni non veritiere (illusioni); vi racconterà, per esempio, che le automobili parcheggiate normalmente per strada siano automobili della polizia preposte alla sua sorveglianza, perché lei/lui, ha delle conoscenze che nessuno deve sapere.
  3. Possibili allucinazioni: in questo stato la persona vede, sente, odora o prova cose che in realtà effettivamente non esistono. Potrebbe udire voci che nessun altro riesce ad udire o potrebbe vedere cose inesistenti, potrebbe dire che il sapore e/o un odore di quella determinata cosa è avariata o addirittura avvelenata appositamente.
  4. Cambiamenti emotivi: come detto in precedenza lo stato emotivo di coloro che soffrono di questa sindrome, può cambiare senza un motivo apparente, portando la persona a sentirsi insolitamente eccitata o depressa oppure potrebbe chiudersi in sé stessa o comportarsi freddamente nei confronti degli altri. Inevitabilmente i cambiamenti emotivi portano a
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    • Cambiamenti comportamentali: qui l’individuo può essere estremamente attivo o letargico oppure può rimanere tutto il giorno senza far niente. In alcune situazioni dove non c’è nulla da ridere, ride come un “pazzo”, in altri casi reagisce con la collera, senza che ci sia un apparente motivo, oppure rimane sconvolto per una situazione senza una precisa causa. Vi faccio alcuni esempi esplicativi: credere di essere in pericolo e chiamare la polizia, credere di essere Gesù Cristo e mettersi a predicare tutto il giorno il Vangelo con tutti gli amici o le persone che incontra per strada; un altro esempio è smettere di mangiare pensando che il cibo sia avvelenato o non riuscire a dormire perché ha paura che qualcuno gli faccia del male o che gli alieni lo rapiscano. 
    • Può, un soggetto labile psichicamente, rinforzato da un sentimento di paura, trasformare le informazioni che arrivano da TV e web e iniziare ad avere sintomatologie che assomigliano alla psicosi? 

La risposta è che questo continuo martellamento, con orientamento motivazionale negativo, può scatenare nella mente di molti individui una psicosi. 
Come facciamo ad evitare di essere manipolati dalle informazioni e poter invece agire nel libero arbitrio, piuttosto che re-agire? 
Ovviamente, se conosciamo le regole del gioco, possiamo essere non pedine, ma autori di ciò che facciamo. 
Negli anni ’70 il neuroscienziato Paul MacLean, pubblicò un interessante lavoro sulla teoria del “Triune Brain”, o cervello tripartito. In questa ricerca MacLean spiegò come, nel corso dell’evoluzione, l’uomo abbia strutturato l’encefalo attraverso una precisa organizzazione, con altrettanta ben definita funzione gerarchica. In questa suddivisione spiegò che il cervello, a seconda del suo grado evolutivo, è fatto di tre parti: 

  1. Il Cervello rettiliano, che corrisponde al tronco encefalico ​(sopravvivenza);
  2. Il Cervello mammifero, corrispondente al sistema limbico (area delle emozioni);
  3. La Mente Ragione, abbinata alla neocorteccia (area della razionalità).
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  1. A. Partiamo dalla parte più antica: il cervello rettiliano. Questa è la sede degli istinti primari, delle funzioni corporee autonome; si occupa della difesa del territorio e fa una precisa valutazione di ciò che per lui è VITALE E MORTALE.

Una volta identificata (grazie all’aiuto dell’amigdala) la situazione definita MORTALE, decide il tipo di risposta da adottare: attacco o fuga; oltre a tutto ciò si occupa anche dei comportamenti non verbali, della sessualità e della riproduzione. Questa parte del cervello è legata all’inconscio e la sua caratteristica è quella di avere reazioni incondizionate, cioè risposte involontarie deputate all’istinto di sopravvivenza.
Questa area del cervello risponde molto bene ai comandi di TAD, acronimo che definisce, secondo la bioanalogia, i seguenti 3 parametri dai quali dipende la nostra esistenza:
1. Territorio 2. Alimentazione 3. Discendenza 
Territorio: se non riusciamo ad occupare e difendere il nostro territorio, non possiamo disporre delle risorse alimentari adeguate e senza cibo siamo destinati al morire. Il territorio rappresenta il nostro spazio familiare, il nostro spazio lavorativo (un tempo era l’area di caccia) ed il modo in cui lo occupiamo, lo conserviamo, lo valorizziamo e lo difendiamo. Rappresenta anche il grado di efficienza, nella nostra vita professionale.
Alimentazione: rappresenta tutte le nostre relazioni in tutte le forme, sia a livello alimentare: come ingeriamo i cibi, come li assimiliamo, li scegliamo, li eliminiamo. L’alimentazione è anche ciò che ascoltiamo, come ci esprimiamo. Le parole sono importanti per il nostro cervello, perché determinano il tipo di atteggiamento, che avremo nelle varie situazioni della vita, il comportamento che adotteremo e quindi la qualità delle azioni e dei risultati. Il cibo è anche tutto ciò che la vita ci offre:

• Insegnamenti 
• Incontri 
• Eventi e come questi vengono gestiti 
• Capacità di accettazione 
​Discendenza invece è tutto ciò che garantisce la sopravvivenza della nostra specie, tutto ciò che prolungherà la nostra identità oltre noi stessi. Ma anche il passaggio della nostra azienda, professione, l’opera che lasciamo ai nostri figli; rappresenta anche il passaggio dal bene individuale al beneficio collettivo………., l’illusione di perpetuarci al di là della nostra scomparsa. Per il cervello rettiliano tutto questo è fondamentale. Se vengono toccati questi punti, se vengono annientati per un periodo sufficientemente importante, l’uomo può deprimersi, sottomettersi, morire o passare all’attacco.

B. Il cervello limbico è invece sede delle emozioni, deputato alla comunicazione, agli affetti, alla cooperazione e alla collaborazione. Il cervello limbico può essere paragonato alla tastiera di un immenso pianoforte dove ogni tasto corrisponde ad una emozione. 

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Emozione che attivata da eventi che vengono filtrati dal sistema sensoriale, porterà un preciso messaggio prima all’ipotalamo e poi all’ipofisi, e che di conseguenza, modulerà la risposta neuro ormonale in funzione di quella specifica emozione vissuta. Ogni nuova esperienza, produrrà uno specifico nuovo tasto, che attraverso l’amigdala resterà in memoria e si attiverà, quando ci sarà una corrispondenza o similitudine esperienziale. Il cervello limbico è associato al preconscio, cioè a quei contenuti psichici non immediatamente presenti alla consapevolezza, ma che possono essere richiamati alla coscienza. È questa l’area dove cominciamo a fare le nostre neuro-associazioni; è la sede dove è stata registrata la classificazione di cose ed eventi come “buoni” o “cattivi” per la sopravvivenza. 

C. Infine abbiamo la Neocorteccia Ragione che è la sede del linguaggiodella mente del pensiero e racchiude tutte le informazioni cognitive e razionali; in questa sede le decisioni per la sopravvivenza verranno prese razionalmente

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Quale di questi tre cervelli prende le decisioni? 

IL CERVELLO RETTILIANO che si attiva attraverso 10 specifici meccanismi: ​

1.​Piacere: Il comportamento umano è guidato, alla radice, dalla necessità di evitare il dolore e dal desiderio di ottenere piacere.Saper utilizzare questo strumento nella comunicazione significa influenzare consapevolmente la persona o molte persone.

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Dato che le azioni volte alla ricerca del piacere sono tendenzialmente più lente, in apparenza, sembrano non dare risultati tangibili nel breve periodo, ma portano ad enormi conquiste nel lungo periodo. Ovviamente se si vogliono avere rapidi risultati nella manipolazione comunicativa a breve, questa leva funziona poco.

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2. Al contrario, se volessimo usare il motivatore del dolore basterebbe mostrare ad ogni persona tutti i pericoli che un evento come la PANDEMIA può causare (morte personale per contagio, morte dei propri figli, parenti, amici; condanna penale con imprigionamento fino a 12 anni).

In questo modo, attraverso la leva dolore, potrei “imporre benevolmente”, l’unica azione possibile e immaginabile, che è quella di restare chiusi in casa. Il 75% delle persone grazie a questa leva motivazionale, recepirà che questa è la migliore e unica e soluzione per sconfiggere questo VIRUS. Qui parliamo di un trigger assai potente che, secondo gli psicologi, porta l’uomo ad agire anche contro voglia, pur di evitare il dolore (morte e carcere), più di quanto facciamo per ottenere piacere. Ciò che più è interessante, è il fatto che le azioni che normalmente mettiamo in atto per evitare il dolore siano le più forti, le più determinate e siano quelle che il più delle volte funzionano nel breve periodo. Se si agisce spinti dal dolore, infatti, lo si fa unicamente in funzione di un dolore imminente. Insomma, agiamo solo quando il dolore è così tangibile che dobbiamo evitarlo ad ogni costo. 

3. Disperazione: (stato d’animo di chi sente di non aver più alcuna speranza ed è perciò oppresso da inconsolabile sconforto e da grave abbattimento morale) è la più potente tra le forme di motivazione.In apparenza potrebbe sembrare uno stato solo negativo: non a caso “disperazione” è una parola forte, che porta con sé sensazioni non affatto piacevoli, ma c’è anche un’altra realtà: pensate al caso di una madre disperata che ha visto il proprio figlio investito da un’automobile e che ha avuto la forza di sollevare il veicolo per estrarre figlio.

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E questo è solo un esempio. Chi si lascia guidare dalla disperazione è spinto dall’idea che la vita può essere vissuta solo nel modo in cui la desidera e dedica tutta la sua energia, ogni suo pensiero, ogni suo gesto a realizzarla. Chi agisce in questo modo conosce perfettamente il senso di piacere che ne ricaverà quando tutto questo si realizzerà e il dolore che invece subirebbe in caso di fallimento. Chi agisce con disperazione conosce ogni passo che lo condurrà verso il proprio obiettivo allontanandolo dalla possibilità di fallirlo. 

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4. Scarsità: quando c’è poca disponibilità di qualcosa (pensate alla corsa all’acquisto delle mascherine, dell’amuchina, alla paura di restare senza cibo in casa, agli ospedali che non hanno abbastanza respiratori o posti letto per salvare tutti, ecc., ecc.), si è portati a pensare che tutti si muovano nella stessa direzione e per noi non rimanga nulla.

Insomma deve “evidentemente” trattarsi di merce essenziale alla vita dell’uomo (ecco perché nei primi giorni di allarme le code al supermercato erano così numerose e negli scaffali scomparivano anche le derrate alimentari). Utilizzando consapevolmente oppure no questo trigger della scarsità, si è generata una psicosi generale per cui chi si trova senza mascherine, senza guanti, senza disinfettante, si contagia e muore.

5. Creazione di un nemico comune: ogni gruppo ha un nemico comune che crede essere la ragione per cui non ottiene i risultati desiderati. Secondo il sociologo Georg Simmel, creiamo nemici comuni per sentirci parte di una comunità di persone tra loro simili e ci consente di convincerci del perché accadono cose brutte nel mondo. 

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Pensare di essere sempre noi i buoni, e mettere i cattivi dall’altra parte della barricata fa nascere i conflitti. Chi è veramente il nemico comune? Siamo sicuri che sia proprio il VIRUS? Oppure man mano che le possibilità cominceranno a scarseggiare, qualcun’altro diventerà il vero nemico? 

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6. Utilizzo di una prova sociale: gli esseri umani sono creature sociali: la base di questo principio è portare in televisione, in radio, sui media, persone che siano adulti significativi, che abbiamo una grande notorietà e allo stesso tempo grande credibilità. Esempio: se lo dice il tale, il primario di ….., allora è verità.

7. Concretezza: il cervello rettiliano è semplice e poco attratto dall’astrattezza. Si occupa solo di ciò che può “toccare con mano o percepire utile o nemico”. Chi emette contenuti in questo momento, attraverso esperti, lo fa in modo specifico applicandoli a scenari da panico, che corretti o no, generano paura diffusa e concreta. Tutte le attuali quotidiane, leggi ed emendamenti generano concretamente una cosa: PAURA

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8. Contrasto: il nostro cervello primitivo è addestrato a notare il contrasto e in presenza di esso tende a prendere decisioni più rapidamente. Perciò prende una posizione netta quando si toccano la salute collettiva, la morte dei propri cari e la salute dei figli.

 

9. Emozionalità: quanto l’inchiostro si è versato sulle emozioni, attraverso lo story telling, allora le emozioni hanno reazioni immediate (basti ricordare l’emozione che ha generato vedere in TV un padre mentre portava il cibo a sua figlia residente, in quel momento, nella cosiddetta zona rossa di Codogno). Ecco che allora i notiziari non si concentrano più solo su numeri, informazioni fredde, ma su storie, che inevitabilmente muovono le emozioni. Una storia coinvolgente è la chiave vincente.

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10. Mediante la vista: è noto che il senso della vista predomina sugli altri sensi; il nervo ottico, connesso diret- tamente al cervello primitivo, trasmette le informazioni 25 volte più velocemente rispetto al nervo uditivo.

I contenuti visuali restano fondamentali e ben impressi nella mente delle persone, scatenando forti emozioni, ecco perché telegiornali, social network utilizzano spesso immagini forti e cruenti.

Sulla base di queste 10 caratteristiche che il cervello rettile detiene, vi dimostro come è possibile confezionare un evento realmente accaduto in 3 semplici, ma efficaci fasi:
• Diagnosticare il PAIN 
• Differenziare il CLAIM 
• Dimostrare il GAIN 
 
1. Cosa significa PAIN? In inglese significa letteralmente dolore. L’evoluzione dell’uomo ha come obiettivo non il piacere e la felicità, ma la sopravvivenza. Ecco perché il cervello rettile ha prodotto meccanismi, a livello del sistema limbico, creando un “set” specifico legato alla sopravvivenza e al dolore. Immaginate il cervello limbico come un immenso pianoforte dove ad ogni tasto corrisponde un’emozione specifica. Tutta la nostra fase di imprinting (0 – 12 anni), modelling (13 – 19 anni), socializzazione (20 – 28 anni), viene cablata dalla scuola, dalla società, dai media, dalla religione, sulle emozioni negative, con il risultato preciso di creare un atteggiamento pessimistico nei confronti delle situazioni e generando un comportamento specifico per farci entrare in azione e ottenere, nella stragrande maggioranza dei casi, un unico risultato: la PAURA, la FRUSTRAZIONE, il PANICO.
 
2. Cosa significa CLAIM? È il messaggio. Quale tipo di messaggio si veicola in questo momento? Se da un lato è corretto perché bisogna evitare i contatti, dall’altro, impedire alle persone di camminare all’aperto, di rigenerare le proprie energie stando al sole e al tepore di questa primavera anticipata (molte persone abitano in appartamenti bui e piccoli, addirittura senza balconi), può creare danni alla salute fisica e psichica soprattutto nel lungo termine. Oggi non si parla più di 15 giorni seduti sul divano). Bisognerebbe sì, seguire le direttive sanitarie e rispettare gli spazi e le zone che ci vengono indicate, ma anche pensare quanto può far male vietare un’attività, fatta nel rispetto, come anche solo camminare. Una cosa è certa: il messaggio veicolato, per la maggior parte delle persone è strutturato correttamente e attraverso il vettore PAURA è risultato concreto e abile a catturare l’attenzione. Ricordate il punto n. 7? La concretezza stimola il cervello rettile.
 
3. Cosa significa GAIN? Il gain è il premio. Cosa otterremo da soluzioni di questo tipo? Per ora possiamo contare solo su ipotesi e supposizioni. Se non si ubbidisce ci troveremo con milioni di infettati e migliaia di morti e il passo successivo è che potrebbero essere i nostri figli più giovani ad ammalarsi (altro PAIN). Il vero GAIN non sembra ancora pronto per essere lanciato sul territorio Italiano, Europeo e Mondiale. Il vero beneficio potrebbe avere due strade: si sta facendo tutto il possibile per venirne a capo e questa pandemia ha colto di sorpresa tutti i paesi per cui dopo aver fatto l’impossibile e aver perso, ognuno di noi, tanto, potremo goderci la libertà agognata oppure qualcuno, e non si sa chi, avrà dato una spinta all’evento e questo, portando alla produzione di un vaccino, che dimostrerà che l’uso dapprima facoltativo e poi obbligatorio (se vuoi viaggiare da Stato a Stato e da Continente a Continente), salverà milioni di persone dalla PANDEMIA che ha colpito tutto il mondo? Di certo saranno dimostrati «scientificamente» (attraverso i canali ufficiali e insindacabili) e dettagliatamente tutti i vantaggi del gain, cioè il valore di una profilassi. 
 
Possiamo a questo punto porci una domanda? Noi siamo veramente liberi? Esiste davvero il libero arbitrio? Ci sarà qualcuno che trarrà vantaggio dal VIRUS.
Vi state chiedendo come faremo ad uscire da questa pandemia? Come possiamo sapere ciò che è vitale e mortale per noi?

Le parole che usi diventano la casa in cui vivi. Infatti, il nostro modo di parlare ha un forte impatto sulla nostra capacità di affrontare e superare le difficoltà e avere successo ed essere felici. Purtroppo non c’è una totale consapevolezza di questo e tanto meno tutti siamo consapevoli della scelta intenzionale delle parole utilizzate.

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Parole con frequenze alte, che se usate possono migliorare l’asset ormonale del nostro corpo. Uno studio condotto presso il Brookhaven National Laboratory (laboratorio nazionale statunitense che si trova a Upton, NY), ha scoperto che l’uso sistematico di parole negative finisce per causare un’alterazione dei livelli ormonali e dei neurotrasmettitori (pensate quante volte ripetiamo CORONA VIRUS ogni giorno e quante volte lo sentiamo dire dai media). 
In questo esperimento si è osservato che visualizzare la parola “no” per un secondo, stimolava il rilascio di cortisolo, un ormone dello stress. Questi cambiamenti nella chimica del cervello influenzano immediatamente il nostro pensiero e la nostra capacità di comunicare ed elaborare le informazioni. A lungo termine, potrebbe compromettere seriamente le strutture critiche del cervello associate con la memoria e il controllo emotivo. 
Infatti, se chiediamo ad una persona di leggere un elenco di parole negative, in pochi secondi avremo ottenuto che il suo umore peggiori e che appaiano idee ruminative. È stato anche riscontrato che l’effetto delle parole negative viene amplificato quando le verbalizziamo. Le parole a cui attribuiamo un significato negativo attivano immediatamente l’amigdala, (il nostro centro di controllo emotivo), sempre alla ricerca di associazioni con il passato, che potrà così prendere decisioni, valutandone il rischio emotivo. 
Tutte le parole negative si trasformano in un messaggio di allarme per il nostro cervello. 
Domanda: Cosa sta accadendo nel nostro dialogo interiore, in questi giorni? 
…. Questo sarà argomento dei prossimi articoli…… 
Auguro a me e a tutti voi SERENITA’ 
Amadeo

OMEGA 3, I GRASSI UTILI ALLA NOSTRA VITA: SEGRETI E VIRTÙ

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“Come è facile notare, sempre più la vita media delle persone si sta allungando, tanto per dirne una al telegiornale ieri dicevano che il numero degli ultra-centenari in Italia è triplicato! Tuttavia, vita più lunga, non significa necessariamente vita priva di problemi, perché la diretta conseguenza dell’età che avanza, sono le affezioni che essa si porta dietro.”

Certo, poco si può fare contro il deterioramento progressivo delle nostre funzioni vitali causato dallo scorrere del tempo, nessun elisir di lunga vita è ancora stato inventato, si può però intervenire su altri fattori che condizionano in maniera altrettanto importante la salute del nostro organismo.
Non va infatti assolutamente sottovalutato il fatto che non è solo il tempo a chiedere il suo dazio, paghiamo anche lo stile di vita che conduciamo. Se volessimo filosofeggiare diremmo che l’uomo è il prodotto dell’ambiente in cui vive, e, astraendo un po’ questo pensiero arrivo proprio a ciò che voglio esprimere: l’ambiente in cui viviamo, con il suo carico di stress, inquinamento e abitudini deleterie condiziona notevolmente la nostra salute e la qualità della nostra vita.
Certo è vero, migliorando le condizioni socio-saniatrie e il tenore in generale abbiamo allungato l’aspettativa media di vita, una vita che però tendiamo a maltrattare aumentando notevolmente il, già presente, rischio di sviluppare malattie invalidanti e mortali (tumori, malattie autoimmuni, malattie neuro-degenerative..).
Tra tutte queste abitudini deleterie, particolarmente incisive sulla qualità della nostra vita, risultano le abitudini alimentari: i cibi che mangiamo non sono più nutrienti come quelli di una volta, è aumentato sconsideratamente il consumo del cosiddetto cibo spazzatura, i ritmi di vita tante volte non ci consentono nemmeno un’alimentazione regolata e sana! E così, senza neanche accorgercene, ci adagiamo e ci accontentiamo di uno stile di vita sbagliato che prima o poi ci porterà a fare la fine della “rana bollita”!
Se non conoscete la storia sono lieto di riassumerla!
Provate a mettere una rana viva in una pentola di acqua bollente, ci metterà una frazione di secondo a saltare fuori, ma se mettete una rana in acqua fredda e piano piano la scaldate, lei lentamente si abituerà al graduale aumento della temperatura, perché penserà che sia normale e rimarrà anche quando inizierà a bollire portandola inevitabilmente verso la morte.

Il nostro atteggiamento è davvero simile a quello della rana bollita: ci stiamo sempre più abituando a subire le conseguenze di uno stile di vita errato senza pensare che abbiamo l’opzione di saltare fuori dall’acqua prima che questa inizi a bollire!!
A questo punto, dopo avervi lasciato un piccolo spunto di riflessione, vi auguro buona lettura.

Amadeo Furla

… è solo l’inizio …

A cominciare da questo capitolo e poi, nei prossimi che verranno pubblicati, il mio intento è quello di introdurvi nell’affascinante mondo dei meccanismi di azione degli acidi grassi.

L’obiettivo è quello di dimostrare a tutti voi che l’origine di disturbi presenti e futuri è sostanzialmente legato ad una “sbagliata” distribuzione degli acidi grassi nell’organismo, per cui diventa essenziale capire e sapere quale ruolo hanno i grassi nel nostro metabolismo.

Alcune parti di questo articolo sono tecniche e forse noiose, ma importanti per spiegarvi come una dieta alimentare buona e una buona integrazione siano gli elementi essenziali per saltare fuori dalla pentola prima che l’acqua inizi a bollire!

L’essere umano ha un bisogno continuo di lipidi, carboidrati, proteine, minerali, micronutrienti, acqua e ossigeno; senza questo gruppo di sostanze il complesso meccanismo bio-chimico del nostro corpo non potrebbe funzionare.

L’industria alimentare e gli Omega 6

Da quando l’industria alimentare ha scoperto che le papille gustative presenti sulla nostra lingua reagiscono a due stimoli, dolce e salato, la combinazione di grasso e sale è diventata una modalità estremamente seducente per aumentare i consumi di cibo “spazzatura” come:

  • hamburger
  • wurstel
  • salse per arrosti, ecc., ecc.

alimenti, questi, che, non soltanto saziano, ma anche comportano un aumento, significativo, di peso e di problematiche legate all’infiammazione cronica. I dati che le varie organizzazioni legate al mondo della salute ci sottopongono sono preoccupanti. Il 40% della popolazione è in sovrappeso e il 10% è obesa, dati questi che hanno portato tutti noi a identificare come capro espiatorio il consumo smodato di grassi come Omega 6. Addirittura 1 bambino su 4 è sovrappeso.
Ormai è confermato che più della metà della popolazione consuma troppi acidi grassi saturi e l’eccesso non può essere eliminato con l’urina, attraverso la vescica, di conseguenza l’esubero resta all’interno del nostro organismo, depositandosi sotto forma di trigliceridi nel tessuto adiposo dell’addome, dei fianchi, del sedere e delle cosce.

Questo comporta una riserva di grasso nociva per il nostro organismo. 

Quindi la risposta più naturale sembrerebbe quella che ci suggerisce di eliminare i grassi dalla nostra dieta per stare meglio e dimagrire. Questa modalità di pensiero è sbagliata, perché gli acidi grassi sono, come tutte le sostanze fondamentali per la nostra vita, irrinunciabili per la nostra salute mentale e fisica. Gli acidi grassi, assieme alle proteine, ai carboidrati, conferiscono al nostro corpo l’energia giornaliera di cui ha bisogno. I grassi rappresentano il carburante necessario per le cellule per poter espletare importantissime funzioni metaboliche.

Perciò, anche chi decide di seguire un’alimentazione sana, non può eliminare totalmente dalla propria dieta i grassi, in particolar modo di quelli insaturi. Una carenza di questi determina infatti conseguenze gravi per l’organismo, come:

  • sintomi gravi correlati a carenza di vitamine liposolubili;
  • scarso rifornimento di ossigeno per cellule e tessuti;
  • invecchiamento cellulare, in particolare a carico del tessuto nervoso cerebrale: ai neuroni manca il sostegno per rinnovare la fondamentale membrana protettiva;
  • l’indebolimento dei capelli e secchezza della cute
  • riduzione dell’approvvigionamento di calcio: gli acidi grassi insaturi agiscono in stretta collaborazione con la vitamina D per la deposizione della matrice ossea.

Ma sono da togliere gli Omega 6?

La risposta è no, nelle giuste quantità l’Omega 6 ha un prezioso per il nostro organismo.

I più comuni omega 6 che troviamo sono l’acido cis linoleico “LA”, l’acido arachidonico “AA”, l’acido gamma-linoleico, l’acido eicosadienoico , l’acido diomo-gamma-linolenico e altri minori. L’acido arachidonico è considerato il maggior imputato nell’infiammazione dei tessuti e nelle malattie come arteriosclerosi, infarto, tumori, ecc.

Questo tipo di acido grasso viene prodotto nel nostro organismo a partire dall’acido linoleico, che è sottoposto da un set di enzimi specifici ad un allungamento della catena e ad un aumento dei doppi legami, in questo modo si forma l’acido arachidonico che entra a far parte delle membrane cellulari, dove svolge un ruolo fondamentale nella produzione degli eicosanoidi. Quest’ultimi svolgono attività negativa per il nostro organismo e per la nostra salute.

Gli eicosanoidi sono suddivisi in 5 categorie:

  • Le Prostaglandine Pg2, che svolgono una azione vasocostrittrice arteriosa ed, insieme ai Trombossani Tx, promuovono la broncocostrizione.
  • Leucotrieni Lt3 che, assieme alle Lipossine Lx4, attivano l’aggregazione piastrinica e hanno azione aterogena aumentando il rischio cardiovascolare.
  • Le Prostacicline Pgi che hanno un’azione antiaggregante piastrinica e provocano vasodilatazione in tutti i distretti vascolari, compresi quelli coronarico e polmonare.

Questi ormoni svolgono un’azione spiccatamente pro-infiammatoria che dovrebbe essere attivata dalle cellule solo in casi specifici, come ad esempio in risposta alle infezioni. Gli studi internazionali ormai confermano che l’aumento di Omega 6 nelle membrane cellulari comporta un aumento di eicosanoidi, che sono la causa primaria dell’infiammazione cronica, delle malattie cardiovascolari, del rischio di tumori e delle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.

Ad avvallare ciò che ho appena affermato sull’importanza di bilanciare l’introito di Omega 3 e Omega 6, sono gli studi pubblicati negli anni ’80 dove un gruppo di ricercatori verificò che il popolo esquimese era molto scarsamente soggetto a  malattie cardiovascolari come l’aterosclerosi e contava pochissimi casi di infarto. 

Dallo studio emerse un dato significativo dove risultava che la mortalità media di questo popolo era di 30 volta inferiore a quella della non poi coì distante popolazione danese, sebbene la dieta degli esquimesi fosse ad alto contenuto di grassi.

Gli esami del sangue condotti negli esquimesi, mostravano una presenza di colesterolo Ldl (che per ora chiamiamo “cattivo”) e trigliceridi molto bassi, mentre i valori di Hdl (chiamato colesterolo buono) erano decisamente più elevati. Per dare un significato a questi dati, inizialmente si pensò che tutto ciò dipendesse dalla mancanza di stress in questa popolazione, ma ben presto si capì che questo dipendeva dal tipo di grasso presente nella loro alimentazione. Gli esquimesi si cibano di pesci e foche, ricchi di Omega 3, mentre i danesi si cibano di animali il cui grasso è invece ricco di Omega 6, tanto da arrivare ad un squilibrio di 30 a 1, dove purtroppo 1 è l’Omega 3.

  Ma sono da togliere gli Omega 6?

La risposta è no, nelle giuste quantità l’Omega 6 ha un prezioso per il nostro organismo.

I più comuni omega 6 che troviamo sono l’acido cis linoleico “LA”, l’acido arachidonico “AA”, l’acido gamma-linoleico, l’acido eicosadienoico , l’acido diomo-gamma-linolenico e altri minori. L’acido arachidonico è considerato il maggior imputato nell’infiammazione dei tessuti e nelle malattie come arteriosclerosi, infarto, tumori, ecc.

Questo tipo di acido grasso viene prodotto nel nostro organismo a partire dall’acido linoleico, che è sottoposto da un set di enzimi specifici ad un allungamento della catena e ad un aumento dei doppi legami, in questo modo si forma l’acido arachidonico che entra a far parte delle membrane cellulari, dove svolge un ruolo fondamentale nella produzione degli eicosanoidi. Quest’ultimi svolgono attività negativa per il nostro organismo e per la nostra salute.

Gli eicosanoidi sono suddivisi in 5 categorie:

Le Prostaglandine Pg2, che svolgono una azione vasocostrittrice arteriosa ed, insieme ai Trombossani Tx, promuovono la broncocostrizione. Leucotrieni Lt3 che, assieme alle Lipossine Lx4, attivano l’aggregazione piastrinica e hanno azione aterogena aumentando il rischio cardiovascolare. Le Prostacicline Pgi che hanno un’azione antiaggregante piastrinica e provocano vasodilatazione in tutti i distretti vascolari, compresi quelli coronarico e polmonare. 

Ma dove troviamo i grassi saturi ed insaturi?

In natura troviamo un centinaio di acidi grassi diversi, che a loro volta costituiscono i lipidi. Alcuni lipidi che, come già detto, servono a produrre energia, mentre altri servono come materia prima per donare a noi vitalità, capacità di concentrazione, gioia di vivere e molto altro. Il nostro fabbisogno va dal 5% per gli uomini e il 12% per le donne. Il corpo maschile consiste per il 15-18% di grassi, mentre quello femminile è costituito per il 22-25%, quindi non possiamo demonizzare gli acidi grassi, dobbiamo invece preoccuparci di introdurre una sufficiente quantità di lipidi, mescolando in modo sano e preciso acidi grassi saturi ed insaturi, tenendo sempre presente che un eccesso di grasso corporeo è nocivo per la nostra salute.

I grassi saturi li troviamo prevalentemente negli alimenti di origine animale, mentre i grassi insaturi in quelli di origina vegetale. La peculiarità degli acidi grassi insaturi è che gli atomi di carbonio sono collegati con un doppio legame, in cui un collegamento resta libero (insaturo) e quindi costantemente alla ricerca di altre molecole con cui reagire ed entrare nella “partita” del metabolismo. All’interno di questo gruppo abbiamo i monoinsaturi, che hanno un solo doppio legame (olive e olio di oliva) e polinsaturi, che sono tutta una gamma di molecole diverse, i cui atomi di carbonio sono legati da diversi doppi legami di cui uno resta libero. La particolarità di queste grassi polinsaturi è che sono estremamente attivi nel metabolismo, rappresentando i migliori alleati della nostra salute mentale e fisica.

I grassi polinsaturi li troviamo in piante come: legumi, noci, gherigli, avocado, olive, ovviamente anche nel pesce.

In generale mettere giornalmente i grassi nella nostra dieta diventa importante e vitale, perché:

  • i lipidi sono fondamentali nell’assorbimento delle vitamine liposolubili, come la A, D, E e K, che hanno in forma diversa un ruolo significativo per il nostro organismo;
  • i lipidi sono importanti nella sintesi degli ormoni (leucotrieni, prostaglandine, trombossani);
  • gli ormoni sessuali, come gli estrogeni o il testosterone, non possono essere prodotte in assenza di lipidi;
  • gli strati di grasso costituiscono l’imbottitura di molti organi interni come: fegato, reni, cuore e anche alcune ghiandole: questo strato rappresenta un sistema protettivo contro gli urti prevenendo traumi interni;
  • tutte le membrane protettive delle cellule del nostro corpo, che sono circa 70 bilioni, sono ricche di lipidi;
  • In assenza di lipidi verrebbe pregiudicata la produzione di ormoni steroidei, come il cortisone o gli ormoni sessuali.

I diversi tipi di grassi

  • Trigliceridi: sono essenzialmente costituiti da tre catene di acidi grassi e una molecola di glicerolo e costituiscono quel grasso di riserva che dovremmo sempre avere in una determinata quantità, è quello che ,in caso di necessità, funge da riserva energetica. I trigliceridi sono la forma di energia più concentrata, pensate, 9 calorie per grammo. Quelli assorbiti dall’intestino, derivanti dai cibi grassi ingeriti sono immagazzinati nei chilomicroni; quelli sintetizzati in sede epatica, i cui precursori derivano dal metabolismo dei carboidrati e sono immagazzinati nelle VLDL (Very Low Density Lipoproteine.
  • Fosfolipidi: sono simili ai trigliceridi ma da questi si differenziano per la presenza di una percentuale di fosforo. Essi presentano una struttura costituita da una testa idrosolubile e da una coda non idrosolubile, sono per qusto chiamate molecole anfipatiche. Un doppio strato di fosfolipidi rappresenta la struttura di base di tutte le membrane cellulari e ciò ci fa comprendere l’importanza di tali molecole. I fosfolipidi sono importanti anche per la costruzione delle lipoproteine, per la formazione della bile, per la costruzione della mielina (sostanza che protegge le cellule nervose) e per altre molteplici funzioni.
  • Steroidi: i più noti sono gli ormoni steroidei, la vitamina D, che in realtà è un ormone, e il colesterolo.

… e il Colesterolo che cos’è? Esiste veramente il Colesterolo buono e cattivo?

Il colesterolo, è una molecola della classe degli steroli che riveste un ruolo particolarmente importante nella fisiologia dell’uomo. Il Colesterolo è il principale precursore di alcuni fondamentali ormoni del nostro organismo ed è uno dei principali e insostituibili componenti delle membrane cellulari. 

Introduciamo nel nostro corpo il colesterolo attraverso l’alimentazione oppure siamo noi stessi in grado di produrlo attraverso reazioni biologiche all’interno del nostro organismo. È importante ricordare che gli acidi grassi saturi, contenuti negli insaccati, della carne grassa, ecc., stimolano la produzione di Colesterolo, mentre gli acidi grassi insaturi la riducono.  Quindi ora bisogna capire in quale misura il colesterolo sia fondamentale e utile, e oltre invece quale misura esso diventi dannoso per il nostro organismo.
Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su questa sostanza, che ha un ruolo fondamentale per la costruzione, per la manutenzione ed il buon funzionamento del nostro corpo. In fatti il colesterolo è essenziale: 

  • Per la membrana delle nostre cellule, in quanto si inserisce tra i due strati di fosfolipidi, aumentando la stabilità meccanica e la flessibilità della membrana.
  • Perché regola lo scambio di sostanze messaggere tra l’esterno e l’interno della cellula.
  • Perché grazie a questo particolare grasso la cellula può dividersi e crescere
  • Perché in assenza di colesterolo il fegato non potrebbe produrre la bile, essenziale per emulsionare i grassi. Solo in questo modo l’intestino tenue li può assorbire.
  • Perché il colesterolo rappresenta la base fondamentale per moltissimi ormoni come:
  • il cortisolo (Il cortisolo viene sintetizzato su stimolazione dell’ormone adrenocorticotropo ACTH, a volte associato allo stress, prodotto dall’ipofisi. La sua azione principale consiste nell’indurre un aumento della glicemia. Questo aumento viene ottenuto stimolando la glicogenolisi epatica, che in questo caso viene sostenuta dagli amminoacidi derivanti da un accentuato catabolismo proteico, soprattutto a livello dei muscoli scheletrici, e lipidico, a livello del tessuto adiposo; si parla perciò di una sua azione anti-insulinica),
  • l’aldosterone (Il segnale per la sintesi dell’aldosterone viene generato quando l’organismo richiede una maggiore pressione sanguigna, un maggior volume plasmatico e un aumento di ioni Na+ nel sangue), 
  • il Gh (La sua funzione principale è di stimolare lo sviluppo dell’organismo umano e di molti vertebrati, promuovendo l’accrescimento e la divisione mitotica delle cellule di quasi tutti i tessuti corporei), 
  • il testosterone (La sua principale funzione è: in  collaborazione con altri ormoni e neurotrasmettitori regola funzioni sessuali ma anche metaboliche, diminuendo quindi il rischio di contrarre diabete mellito di tipo 2. Migliora le facoltà cognitive diminuendo il rischio di depressione e demenza. Aumenta l’anabolismo dell’osso diminuendo il rischio di osteoporosi. Migliora la circolazione sanguigna diminuendo il rischio di avere malattie cardiovascolari. Migliora la circolazione peniena e favorisce l’erezione, diminuisce il rischio di disfunzione erettile), e molti altri.
  • È fondamentale alla produzione endogena di Vitamina D, essenziale per il nostro organismo.

Parlare di colesterolo buono e cattivo non ha senso, semmai si dovrebbe parlare di quantità eccessiva di colesterolo nel sangue. Da sottolineare che il colesterolo non si trova nel sangue allo stato libero, ma all’interno di alcune molecole chiamate lipoproteine conosciute con il nome di VLDL, LDL e HDL.

Prima di addentrarci nei particolari diventa fondamentale dire che Colesterolo, Trigliceridi e Fosfolipidi non possono viaggiare in forma libera nel flusso sanguineo. Questo perché queste sostanze sono di natura lipidica e il sangue è di natura acquosa. Essi necessitano di mezzi di trasporto, speciali macromolecole, chiamate lipoproteine (vedi figura 1), che sono essenzialmente composte da un manto proteico (idrofilo) che racchiude un cuore di grasso (idrofobo) e vengono prodotte dal fegato. Le lipoproteine in oggetto si chiamano:

  • VLDL: Very Low Density Lipoproteins, composte dall’8% di proteine, nel loro cuore lipidico abbiamo principalmente trigliceridi e piccole quantità di colesterolo e fosfolipidi (vedi figura 2). Sono prodotte dal fegato. Il loro compito principale è trasportare il grasso alle varie cellule per fini energetici. Quando le VLDL arrivano ai capillari che irrorano i tessuti, sono in grado di legarsi alla parete vascolare rilasciando i trigliceridi. Una volta rilasciati i trigliceridi e ridotta la dimensione di circa ¼ , si trasformano in LDl, con un nucleo ricco di colesterolo.                     
  • LDL: Low Density Lipoproteins, sono lipoproteine a basso contenuto di trigliceridi. Le VLDL dopo la cessione dei trigliceridi, prima si trasformano in IDL (Intermediate Density Lipoproteins) per poi perdendo altri trigliceridi trasformarsi in LDL (vedi figura 3). All’interno delle LDL la sostanza più rilevante è il colesterolo. Le lipoproteine a bassa densità hanno infatti lo scopo di viaggiare nel circolo sanguigno e rilasciare il colesterolo alle varie cellule dell’organismo. Tutte le cellule hanno bisogno di colesterolo, poiché tale lipide entra nella composizione delle membrane plasmatiche. Esistono inoltre delle cellule che metabolizzano maggiori quantitativi di colesterolo, poiché lo utilizzano con ulteriori fini. Le cellule endocrine, per esempio, adoperano il colesterolo come molecola di partenza per produrre gli ormoni steroidei; ne sono esempio le cellule della corteccia surrenale, che producono cortisolo ed aldosterone, i testicoli, che producono ormoni sessuali maschili, e le ovaie che, ovviamente, producono ormoni sessuali femminili. Le LDL svolgono quindi un compito di primaria importanza. Una volta penetrate nelle cellule, queste lipoproteine cedono il loro contenuto di colesterolo. Tale processo è reso possibile da un recettore posto sulla superficie cellulare ed in grado di intercettare le LDL che circolano nel plasma. Questo recettore di membrana riconosce e lega le proteine che costituiscono il guscio esterno delle particelle LDL. Tale legame rende possibile il trasporto delle lipoproteine nell’ambiente intracellulare. A questo livello enzimi specifici digeriscono il guscio proteico ed il colesterolo libero può finalmente essere metabolizzato. Un eccessivo numero di LDL è considerato fattore di rischio per malattie cardiovascolari (aterosclerosi).
  • HDL: High Density Lipoproteins. Sono molecole ancora più piccole delle LDL e sono costrituite per il 50% di proteine e l’altro 50% di grassi, di cui la metà circa è colesterolo e l’altra metà fosfolipidi. Le HDL svolgono la funzione opposta rispetto alle LDL. Queste particelle sono infatti in grado di legarsi alle pareti cellulari e di inglobare il colesterolo in eccesso. A questo punto, le HDL cariche di colesterolo tornano al fegato, dove penetrano all’interno della cellula epatica liberando il loro carico lipidico. Il fegato potrà così recuperare il colesterolo in eccesso oppure eliminarlo attraverso la bile.
  • Esistono anche delle lipoproteine (figura 4) prodotte dai villi intestinali ed immesse nel sistema linfatico e sono i chilomicroni.

Cosa causa l’aumento di colesterolo?

Partiamo da una considerazione semplice da intuire. Il livello di colesterolo (numero di lipoproteine totali) non  deve essere superiore ad una certa soglia e il rapporto tra LDL e HDL deve essere di 2 a 1. Noi sappiamo che il fegato produce VLDL in base alla stimolazione dell’insulina, quindi quando noi ingeriamo carboidrati, l’insulina stimola uno speciale enzima (Hmg-CoA riduttasi), che rappresenta il messaggero che ordina al fegato di produrre VLDL. 

La produzione di HDL è promossa dall’assunzione di grassi, l’intestino infatti per poterli assorbire necessita dell’intervento della bile prodotta dal fegato utilizzando come precursore il colesterolo stesso, di cui il fegato si rifornisce proprio grazie alle HDL. Inoltre le HDL derivano anche dai chilomicroni, che si formano a livello intestinale quando assimiliamo del grasso.

In definitiva: l’elevata assunzione di acidi grassi saturi ed idrogenati contribuisce ad aumentare la colesterolemia, mentre una dieta sobria ed equilibrata, povera di zuccheri, a basso tenore di acidi grassi saturi e ricca di quelli insaturi, aiuta ad abbassare i livelli plasmatici di colesterolo ed il rischio cardiovascolare. 

Una ridotta attività della tiroide (ipotiroidismo), abbastanza comune soprattutto nelle donne, aumenta la colesterolemia, mentre l’elevata concentrazione di ormoni tiroidei (ipertiroidismo) la riduce.

Gli estrogeni abbassano la colesterolemia, mentre gli androgeni l’aumentano (in particolare gli estrogeni tendono ad innalzare la frazione HDL e a diminuire quella LDL, mentre l’eccesso di testosterone ha effetto opposto). Per questo motivo il rischio cardiovascolare è maggiore nell’uomo e sale in maniera importante dopo la menopausa nella donna.

Anche il diabete si accompagna ad ipercolesterolemia, dal momento che la malattia, specie quando non viene adeguatamente trattata, aumenta la mobilizzazione dei lipidi.

L’attività fisica regolare di tipo aerobico è in grado di aumentare la colesterolemia HDL. Inoltre, fa diminuire la pressione arteriosa, la voglia di fumare, limita la stitichezza, è un ottimo antistress ed aiuta a raggiungere o mantenere il peso forma.

Vi è poi l’immancabile componente genetica, che quando è sfavorevole aumenta in maniera più o meno importante la sintesi endogena di colesterolo, i cui livelli risultano per questo elevati anche in giovane età.

I benefici dell’ Omega 3

Gli Omega 3 sono micro nutrienti estremamente utili per la nostra dieta, essi hanno benefici molteplici. Ormai innumerevoli studi lo hanno dimostrato, per cui diventa indispensabile introdurli nella nostra dieta attraverso integratori specifici, i quali contengano i giusti quantitativi di Epa (acido eicosapentaenoico) e Dha (acido docosaesaenoico), che possono essere subito assimilati e pronti all’uso senza che il nostro organismo si impegni a sintetizzarli a partire dall’acido Ala (alfa-linolenico) .

Come spiegato precedentemente l’integrazione con Omega 3 diventa indispensabile in quanto la dieta moderna composta principalmente di cereali, piatti pronti, carne animale, aumenta in modo significativo la quota di Omega 6. 

Prima di entrare nei meccanismi di azione voglio nel dettaglio fornirvi alcuni benefici che l’Omega 3 ha, in base alle numerose ricerche internazionali.

Gli Omega 3 hanno:

  • Un effetto positivo e protettivo contro l’insorgenza di trombi. Questo effetto lo raggiungono grazie all’attività anti aggregante piastrinica, fluidificando il sangue con riduzione del rischio di infarto;
  • Un’azione contrastante il fenomeno aterosclerotico, attraverso un’azione specifica di rimozione dei trigliceridi ed il colesterolo dalle pareti delle arterie e questo determina anche un aumento dell’elasticità dei vasi;
  • Un’azione straordinaria a livello antiinfiammatorio, prevenendo la sua cronicizzazione degli stai infiammatori, agendo anche sulla diminuzione della risposta infiammatoria nelle malattie autoimmuni come l’asma, l’artrite reumatoide e la psoriasi. Inoltre gli Omega 3 sono utilissimi nel contrastare le infiammazioni dei muscoli e delle articolazioni;
  • Un importante effetto anti-ipertensivo tramite l’abbassamento del sodio e la riduzione significativa della ritenzione idrica;
  • Un’azione benefica a livello della funzione visiva, diminuendo il rischio di degenerazioni maculari;
  • Un’efficacia consolidata nell’aiutare l’organismo a combattere gli effetti dannosi dello stress;
  • Un’azione cardioprotettiva, attraverso diversi meccanismi di azione, il principale dei quali è quello antiaritmico che si traduce in una stabilizzazione dell’attività elettrica dei miociti cardiaci (il miocita è l’elemento caratteristico del tessuto muscolare, cellula muscolare striata di forma allungata, fusiforme, in grado di accorciare la propria massa in seguito ad uno stimolo nervoso), prolungando il periodo di refrattarietà (effetto dimostrato da A. Leaf sugli animali e Christine M. Albert sull’uomo); inoltre è stata documentata una riduzione marcata del reinfarto e dell’ictus, con riduzione significativa della mortalità totale e cardiovascolare;

LYAN DIET HEART STUDY

Conclusioni a 27 mesi

“Una dieta arricchita di Omega 3 sembra essere più efficace di quelle abitualmente utilizzate nella prevenzione secondarie degli eventi coronarici e della morte cardiaca” 

De Lorgeril

Riduzione %

Morti cardiache 81%

Infarti non fatali 71%

Mortalità totale 40%

  • Un’importante azione positiva nel funzionamento del sistema dell’insulina, mantenendo bassa la glicemia;
  • Un effetto diretto sul Sistema Nervoso Centrale come antidepressivi con miglioramento dell’efficienza del cervello. Voglio ricordare che il 60% del cervello è composto da Omega 3);
  • Un effetto coadiuvante nella cura della malattie della pelle come la psoriasi;
  • Un’azione antiossidante diminuendo la produzione di cortisolo svolgendo un’azione anti-age;
  • Un’importante azione di rafforzamento del sistema immunitario, facilitando la risposta immunitaria ed infiammatoria, in caso di ferite e infezioni;
  • Sembra svolgano un ruolo positivo anche nel ridurre il rischio di patologia tumorale e, in soggetti già affetti da tumore, pare rallentino la formazione di metastasi a distanza; 
  • Un’azione significativa nel processo di dimagrimento, facilitando l’utilizzo dei grassi a fini energetici. 

CONCLUSIONI SULL’IMPORTANZA DI INTEGRARE GLI OMEGA 3 NELLA DIETA GIORNALIERA:

Alcuni studi significativi:

  1. L’integrazione con Omega 3 ha ruolo strategico non solo nella prevenzione secondaria (trattamento del post infarto), ma anche in svariate situazioni patologiche che di per se rappresentano un rischio primario per malattie cardiache e vascolari (prevenzione primaria!);
  2. Negli ultimi anni si sono accumulate prove ormai INCONTROVERTIBILI sull’effetto benefico degli Omega 3 nella prevenzione e cura delle malattie cardiache e vascolari che si esplica attraverso:
  • effetto antiaritmico, stabilizzazione dei miociti,
  • prevenzione della fibrillazione ventricolare,
  • azione antinfiammatoria,
  • azione antitrombotica;
  1. Le presenti conoscenze sui Omega 3 impongono oggi ai medici, ed in particolare ai cardiologi, di integrare la terapia dei pazienti in prevenzione primaria e secondaria, con questi acidi grassi insaturi; 
  2. L’effetto antinfiammatorio esercitato dagli Omega 3 influisce profondamente sulla prevenzione (PRIMARIA) di complicanze cardio-vascolari conseguenti a fattori di rischio importanti quali:
  • Ipertensione
  • Diabete
  • Ipertrigliceridemie
  • Obesità
  • Sindromi plurimetaboliche
  • Aterosclerosi carotidee (placche frastagliate)
  • Terapie con statine (ridotta posologia)
  • Trattamenti anticoncezionali e TOS (alterazione coagulazione)
  • Forti fumatori
  • Diete squilibrate.
  1. L’assunzione di Omega 3 diminuiscono la produzione di citochine infiammatorie (TNF- α e IL-1 β) sia in soggetti sani che affetti da artrite reumatoide (J.M. James et al. “ Dietary polynsaturated fatty acids and inflammatory mediator production” Am J Cl nutrition, 2000;71- 343S-348S);
  2. Studi epidemiologici hanno documentato che una  supplementazione di Omega 3 comporta una diminuzione di rischio di demenza e declino cognitivo, in modo particolare nelle persone affette da Alzheimer  (Freund-Levi et all. “Omega fatty acid treatment in 174 pts with Mild to Moderate Alzheimer disease: OmegAD study: a randomized double blind trial”. Arh Neur 2006;63 (10):1402-1408);
  3. Un deficit di DHA determina riduzione della stabilità delle membrane neuronali e della trasmissione di serotonina, norepinefrina e dopamina. I livelli plasmatici di EPA sono correlati alla gravità della sintomatologia depressiva dell’anziano (Conklin S. et all. “Omega-3 fattiy acids influence mood, impulsivity and personality”. Denver 2006);
  4. Una dieta di Omega 3 e di vitamina E dimezza ampiamente il rischio di malattie dei motoneuroni e questa associazione riduce del 50-60% il rischio di sviluppare la SLA (Veldink JH. Et all. “Intake of polyunsaturated fatty acids and vitamin E reduces the risk of developing amyotrophic lateral sclerosis”. J Neurol Neurosurg Psychiatry 2007;78:367-371).

COMPONENTI VITAMINICI NEL SUNRISE

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Valutiamo l’efficacia scientifica delle vitamine e dei Sali(dei principi attivi delle piante presenti nel Sunrise ne parleremo nel prossimo articolo)  presenti nel Kyani Sunrise ™:

Kyani Sunrise ™ è un NUTRACEUTICO di ultima generazione, un succo squisito a base di mirtillo selvaggio dell’Alaska e diversi Superalimenti aggiuntivi (succhi concentrati, estratti secchi di piante/radici/foglie/infiorescenze/Frutti con effetti farmacologici, ma che del farmaco non hanno effetti collaterali: definizione di Nutraceutica dott. S. De Felice 1998), e arricchito con vitamine.

Tutti i componenti naturali (in particolare i Mirtilli) sono ben noti per i loro benefici sulla salute e il benessere del nostro organismo e oltre ad avere un potente effetto anti-ossidanti, sono anche antiinfiammatori, antiaggreganti, antibatterici, combattono l’arteriosclerosi, ecc.,ecc.. Gli antiossidanti sono fondamentali per mantenere la vostra salute perché aiutano a proteggere le cellule dai danni che portano a infiammazioni, all’invecchiamento e altre malattie. Kyani Sunrise™ è il miglior modo per far ripartire una giornata pieni di energia e alimentando il nostro organismo con un prodotto NATURALE.

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VITAMINE DEL GRUPPO B
Perché le vitamine del gruppo B sono importanti per chi pratica attività fisica? 
Le vitamine del gruppo B sono importanti per chiunque e in particolare per chi pratica attività fisica perché hanno un ruolo importante nel metabolismo cellulare, nella produzione di energia e per il sistema nervoso. Un loro apporto carente può determinare un decremento del rendimento atletico e ostacolare i processi di riparazione del tessuto muscolare, influenzando negativamente la capacità di autoriparazione del corpo. I rischi di carenza riguardano soprattutto gli sportivi che devono tenere sotto controllo il proprio peso (ad esempio ginnaste e ballerine, ma anche pugili) e in generale tutte quelle persone che pongono un’attenzione esasperata alla forma fisica e al controllo del peso corporeo e che spesso  seguono diete troppo rigide e restrittive, squilibrate dal punto di vista nutrizionale: spesso chi soffre di disturbi alimentari fa ricorso alla pratica eccessiva di attività fisica come metodo di controllo del peso.

Vitamina B1 Tiamina
La tiamina all’interno dell’organismo si converte in tiamina pirofosfato che è un coenzima di diverse reazioni di decarbossilazione che rientrano nel ciclo di Krebs (è un ciclo metabolico di importanza fondamentale in tutte le cellule che utilizzano ossigeno nel processo della respirazione cellulare. il ciclo di Krebs è l’anello di congiunzione delle vie metaboliche responsabili della degradazione, catabolismo, dei carboidrati, dei grassi e delle proteine in anidride carbonica e acqua con la formazione di energia chimica) quindi nei processi di produzione di energia. Inoltre interviene nella formazione del ribosio sostanza fondamentale per la sintesi di ATP e degli acidi nucleici.
Le principali funzioni della tiamina riguardano:

  • il metabolismo dei carboidrati, dei grassi e delle proteine
  • la produzione di energia
  • la sintesi di DNA e RNA

Integrazione nello sport La supplementazione di tiamina ha dimostrato in uno studio di favorire lo smaltimento di acido lattico, di aumentare la VO2 max (Potenza aerobica VO2max, è test per misurarla il massimo volume di ossigeno consumato per minuto, nel corso di una attività fisica coinvolgente grandi gruppi muscolari, di intensità progressivamente crescente e protratta fino all’esaurimento) e di migliorare il recupero durante e dopo una sessione di attività aerobica. Secondo tale studio l’ utilizzo della B1 come supplemento favorisce le performance di endurance. In ogni caso aumentare l’apporto di tiamina come di tutte le vitamine del gruppo B è consigliato per gli atleti a causa del loro maggiore fabbisogno.  Non sembrano esserci rischi di sovradosaggio in quanto la B1in eccesso viene facilmente eliminata.
Riassumendo la Vitamina B-1 (Tiamina)

  • Incoraggia il corpo a disintossicarsi
  • Mantiene un cuore sano
  • promuove un sano sistema nervoso
  • Converte proteine, carboidrati e grassi in energia

Kyani Sunrise contiene 27 mg di vitamina B-1 per 1 oncia.

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Vitamina B2 Riboflavina
La riboflavina è un importante coenzima di diversi complessi enzimatici responsabili di reazioni di ossidoriduzione coinvolti nella produzione di energia: il FAD (flavin adenina dinucletotide) ed il FMN (flavina mononucleotide). Questi enzimi rientrano nei processi di respirazione cellulare e producono energia attraverso il ciclo di Krebs, metabolizzando grassi, aminoacidi e carboidrati.
L’alcool ne inibisce l’assorbimento; caffeina, teofillina, saccarina, triptofano, vitamina C, urea ne diminuiscono la biodisponibilità. All’interno dell’organismo la riboflavina serve per:

  • produrre energia attraverso il ciclo di Krebs
  • attivare diversi enzimi antiossidanti nel fegato
  • ridurre i danni da tossine a diversi organi.
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Integrazione nello sportL’integrazione di riboflavina risulta utile agli atleti a causa della maggiore necessità dei complessi enzimatici cui partecipano. Non presenta particolari rischi di sovradosaggio anche a dosi  molto superiori all’ RDA.

Riassumendo la Vitamina B-2 (Riboflavina)
• contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso
• contribuisce al mantenimento di normali mucose
• contribuisce al mantenimento di globuli rossi normali
• contribuisce al mantenimento della pelle normale
• contribuisce al mantenimento della visione normale
• contribuisce al normale metabolismo del ferro
• contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo
• contribuisce alla riduzione della stanchezza

Kyani Sunrise contiene 1,7 mg di vitamina B-2 per 1 oncia..

Vitamina B3 Niacina
La niacina è un termine generico che indica l’acido nicotinico ed i suoi derivati con attività biologica simile.

In particolare la forma attiva all’interno dell’organismo è la nicotinammide (ammide dell’acido nicotinico).

La niacina agisce come coenzima nella formazione del NAD e del NADP (nicotinammide adenina dinucleotide (è una biomolecola il cui ruolo biologico consiste nel trasferire gli elettroni, quindi nel permettere le ossido-riduzioni.

È un coenzima ossidoriduttivo),  partecipando ad importanti reazioni di ossidoriduzione necessarie alle cellule per produrre energia con il NAD e per la sintesi di diverse sostanze nel caso del NADP. Questa vitamina è particolarmente importante per il metabolismo dei carboidrati.

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All’interno dell’organismo la niacina è importante nei seguenti processi:

  • metabolismo glucidico (i glucidi sono zuccheri il cui scopo  è quello di fornire al tessuto nervoso (cervello), in condizioni di mancato apporto alimentare, la quantità di glucosio sufficiente per il suo funzionamento. Il tessuto nervoso, infatti, per funzionare correttamente, è strettamente glucosio-dipendente. Ulteriore scopo è quello di immagazzinare in alcuni organi l’eccesso di sostanze energetiche, in particolare del glucosio, introdotte con gli alimenti, impedendo un eccessivo  aumento  della  glicemia cioè la concentrazione del glucosio nel sangue)
  • glicolisi
  • produzione di energia
  • riduzione del colesterolo
  • sintesi dei grassi

Integrazione nello sport
Migliorando le capacità del corpo di utilizzare i grassi come fonte di energie l’integrazione con B5 risulta importante negli sport di endurance.
Riassumendo la Vitamina B-5

  • Supporta la crescita e lo sviluppo normali
  • aiuta con lo stress (chiamato l’anti-stress vitamina)
  • aiuta a convertire le proteine, carboidrati e grassi in energia
  • Assiste nella guarigione delle ferite
  • svolge un ruolo nella produzione di bile, la vitamina D, i globuli rossi, ormoni della ghiandola surrenale, e neurotrasmettitori.
  • Kyani Sunrise contiene 125 mg di Vitamina B-5 per 1 oncia.

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Integrazione nello sport
La niacina ha dimostrato di aumentare il metabolismo dei carboidrati a discapito di quello dei grassi, pertanto risulta utile agli atleti che svolgono attività anaerobiche (a prevalente impegno glucidico), e controproducente per chi pratica sport di endurance dato che porta ad esaurire prima le scorte di glicogeno risparmiando i grassi e accelerando così i processi di affaticamento. Non dovrebbe essere utilizzata da chi pratica sport di endurance.
Riassumendo la Vitamina B-3 (Niacina)
• contribuisce al normale metabolismo energetico
• contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso
• contribuisce alla normale funzione psicologica
• contribuisce al mantenimento di normali mucose
• contribuisce al mantenimento della pelle normale
• contribuisce alla riduzione della stanchezza

Kyani Sunrise contiene 30 mg di vitamina B-3 per 1 oncia.

Vitamina B5
La vitamina B5 acido pantotenico viene utilizzato dal corpo per formare il coenzimaA, importante perchè riveste un ruolo fondamentale  nel ciclo di Krebs e nella produzione di energia. 

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Il coA agisce sul metabolismo di acidi grassi e carboidrati in particolare veicolandoli verso la produzione di energia a livello mitocondriale (sono gli organelli addetti alla respirazione cellulare. Processo metabolico nel quale i nutrienti, ridotti dalla digestione a componenti elementari, quali zuccheri semplici, aminoacidi e acidi grassi, vengono demoliti in molecole ancora più semplici, ottenendo energia disponibile alla cellula sotto forma di ATP). L’attività della B5 però riguarda anche le vie metaboliche di proteine, steroidi e chetoacidi, regolando sintesi e catabolismo di diverse sostanze. 
Le funzioni biologiche dell’acido pantotenico sono:

  • ossidazione dei grassi
  • sintesi di acetilcolina (è un neurotrasmettitore, prodotto dal nostro organismo per trasferire gli impulsi nervosi in molteplici punti del sistema nervoso centrale e periferico)
  • sintesi di colesterolo e steroidi
  • sintesi dell’acido citrico
  • decarbossilazione dei chetoacidi
  • produzione di energia

Vitamina B6 Piridossina

La vitamina B6 (piridossina) è necessaria  per la sintesi dei neurotrasmettitori serotonina e noradrenalina e per la formazione della mielina, inoltre contribuisce al metabolismo energetico, contrastando stanchezza e affaticamento.

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La carenza di piridossina (Vitamina B6) negli adulti colpisce principalmente i nervi periferici, la pelle, le mucose e il sistema circolatorio (cellule del sangue).  Le principali fonti di vitamina B6 sono: cereali, legumi, verdure (carote, spinaci, piselli e patate), latte, formaggio, uova, pesce, fegato, carne e farina. La piridossina è spesso usata in combinazione con altre vitamine B in formule vitaminiche del complesso B.   L’assunzione di integratori di Vitamina B in combinazione con altre vitamine del gruppo B (acido folico e vitamina B12) ha dimostrato di essere efficace per abbassare i livelli di omocisteina (alti livelli di omocisteina sono un fattore a rischio nelle malattie cardiovascolari). La vitamina B6 viene anche usata per trattare l’anemia ereditaria sideroblastica, carenza di vitamina B6, e convulsioni B6-dipendente della vitamina nei neonati, e per evitare effetti negativi per le persone che assumono il farmaco cycloserine.
Integrazione nello sport
Nel campo dell’integrazione Alimentare Sportiva, spesso è inserita con altri integratori alimentari  per le sue funzioni sul metabolismo energetico, infatti come coenzima essa partecipa alla trasformazione e utilizzazione di carboidrati, grassi e proteine, ma è anche indispensabile per attivare il rilascio delle riserve energetiche immagazzinate sotto forma di glicogeno nei muscoli e nel fegato. Strettamente legato a questo aspetto è il contributo della vitamina B6 nel contrastare stati di stanchezza e di affaticamento. 
Riassumendo la Vitamina B-6 (piridossina)

  • Supporta un cuore sano e la circolazione
  • Promuove la funzione del nervo corretta
  • Favorisce un sano sistema immunitario
  • Mantiene la funzione muscolare
  • Aiuta a convertire le proteine, carboidrati e grassi in energia
  • Svolge un ruolo nella produzione di ormoni, globuli rossi, enzimi, la funzione del cervello, e la salute della pelle.
    Kyani Sunrise contiene 25 mg di vitamina B-6 per 1 oncia servire.

Vitamina B7 Inositolo

L’inositolo o Vitamina B7 è una sostanza considerata vitamino-simile in quanto ancora non è chiaro se sia indispensabile la sua assunzione tramite l’alimentazione dato che comunque può essere sintetizzato dal corpo. 

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Questa sostanza può venire rilasciata dalle membrane per divenire precursore di secondi messaggeri intracellulari, ovvero sistemi di trasmissione dei segnali che controllano l’attività cellulare. L’inositolo aumenta l’attività mitocondriale (organelli cellulari responsabili della produzione di energia) aumentando il metabolismo cellulare. Viene considerato come la colina una sostanza lipotropa, cioè in grado di favorire il metabolismo dei grassi e di impedirne l’accumulo a livello epatico. Grandi quantità di inositolo si trovano nel tessuto nervoso e pertanto si suppone una sua attività a livello cerebrale non ancora ben chiara, anche se pare avere un effetto rilassante ed ansiolitico.

Integrazione nello sport
Questa sostanza pare abbia ha un’azione lipotropa e stimolante a livello cellulare comportando una diminuzione della massa.

Riassumendo la Vitamina B-7 (Inositolo)

  • Ha una presunta capacità di ridurre il tasso di colesterolo nel sangue
  • L’inositolo aiuta anche il cervello nei stati di ansia, depressione e di forte stress psichico (è considerato un blando sedativo).
  • Essenziale per la produzione di DNA
  • Supporta la trasmissione nervosa
  • vitale per la crescita e la riproduzione delle cellule
  • Promuove gravidanza sana
  • aiuta a metabolizzare il grasso

Kyani Sunrise contiene 25 mg di inositolo per 1 oncia.

Vitamina B9 Acido Folico
Il folato o acido folico è particolarmente importante per i tessuti in fase di crescita come pelle e tessuto muscolare in fase di rigenerazione, per queste sue proprietà viene consigliato il suo utilizzo in gravidanza per ridurre l’insorgenza di nascite premature e per favorire la maturazione del feto.

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Le donne, in particolare quelle che si allenano duramente possono incorrere in una situazione di amenorrea, ossia un blocco del ciclo mestruale con conseguente aumento del rischio di sviluppare malattie cardiache. Questo problema può essere evitato per mezzo di una supplementazione di acido folico, secondo uno studio pubblicato sul Clinical Journal of Sport Medicine. I ricercatori del Medical College of Wisconsin a Milwaukee, negli Usa, hanno scoperto che l’acido folico può sostanzialmente migliorare la dilatazione mediata del flusso sanguigno nelle arterie, aumentando di fatto il flusso di sangue al cuore.  L’acido folico partecipa ai processi di:

  • sintesi delle proteine
  • sintesi degli acidi nucleici
  • sintesi di intermedi del metabolismo lipidico
  • crescita cellulare
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Integrazione nello sport
Diversi studi mostrano come una carenza di acido folico riduca la prestazione atletica.  
Riassumendo la Vitamina B-9 (acido folico)

  • Aiuta nella produzione di materiale genetico (DNA e RNA)
  • Vital di divisione cellulare e la replicazione
  • Promuove un corretto sviluppo del feto
  • Favorisce salute del tratto gastrointestinale
  • Supporta il sistema immunitario
  • Mantiene le gengive sane, globuli rossi e la pelle

Kyani Sunrise contiene 400 mcg di vitamina B-9 per 1 oncia.

Vitamina H Biotina o Vitamina B8
La biotina (o vitamina B8) è implicata nel metabolismo lipidico e proteico e, naturalmente, anche in quello glucidico. La biotina partecipa a numerose reazioni di carbossilazione essendo cofattore di numerose carbossilasi. Questi enzimi fissano CO2 al substrato. Per effetto di questa sua azioni è coinvolta nei processi di sintesi di diverse sostanze e nella produzione di energia. Una sua carenza porta ad alterazioni cutanee, affaticamento e nausea. È sensibile ad ambienti acidi e basici, mentre tollera bene il calore. Le principali fonti di biotina sono: fegato, tuorlo d’uovo, carni animali e formaggio, una certa quota è naturalmente sintetizzata dall’intestino. Questa vitamina è sintetizzata anche dai batteri intestinali, pertanto una sua carenza risulta decisamente rara.

Le funzioni che la biotina riveste nell’organismo sono:

  • sintesi di acidi grassi
  • sintesi di glucosio
  • crescita delle cellule
  • produzione di energia
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Integrazione nello sport
Non sono stati evidenziati particolari effetti legati ad una supplementazione di biotina negli  sportivi.

Riassumendo la Vitamina H o B8  (biotina)

  • Promuove il metabolismo energetico
  • Mantiene i capelli sani, pelle, unghie e essenziale per la crescita e lo sviluppo dei bambini
  • aiuta a convertire le proteine, carboidrati e grassi in energia

Kyani Sunrise contiene 150 mcg di biotina per 1 oncia.

Vitamina B12 Cianocpbalamina
Vitamina B12 è una dizione piuttosto generica con la quale viene identificato un gruppo di sostanze affini chimicamente e note come cobalamine (il termine deriva da cobalto, uno degli elementi contenuti da queste sostanze); le principali cobalamine sono la metilcobalamina, l’idrossicobalamina e la deossiadenosilcobalamina; un’altra forma è rappresentata dalla cianocobalamina; quest’ultima è scarsamente presente nell’organismo umano, ma più stabile di altre ed è questa forma che viene utilizzata per confezionare farmaci e integratori alimentari di vitamina B12.

Le fonti alimentari di vitamina B12 sono perlopiù di origine animale; fonti interessanti (µg/100 grammi) sono il fegato di bovino (100), le cozze (19), le sardine (12), lo sgombro (8), il tuorlo d’uovo (5), il salmone (4), la mozzarella (2,1) ecc.

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Il fatto che la vitamina B12 sia presente soprattutto in alimenti di origine animale, spiega perché i rischi di carenza di questa vitamina sono più concreti in coloro che seguono regimi alimentari di tipo vegetariano. Contrariamente alla credenza comune e a quanto riportato da fonti vegane non esistono forme umanamente attive (cioè che l’organismo umano può utilizzare) nelle alghe come nori o spirulina. Va aggiunto, per correttezza, che la vitamina B12 è la sola vitamina idrosolubili della quale esistono buone riserve nell’organismo (soprattutto a livello epatico) che sono in grado di coprirne il fabbisogno per periodi di tempo molto lunghi

La vitamina B12 è importantissima per la sintesi dell’emoglobina. La vitamina B12 infatti agisce in  combinazione con l’acido folico per una perfetta emopoiesi. La sua carenza è pertanto simile a quella dell’acido folico e, quando è grave, produce anemia. Viene immagazzinata nel fegato dopo essere stata assorbita nell’intestino ileo grazie a recettori sensibili a un complesso B12 che si forma nello stomaco. Nel caso di anemia perniciosa (una forma di anemia megaloblastica) il complesso non si forma, la vitamina non viene assorbita e si genera lo stato anemico del soggetto. Anche particolari forme di gastrite possono originare il problema. Diversi studi hanno dimostrato che un deficit di vitamina B12 può essere alla base di sintomi psichiatrici e neurologici (atassia, debolezza muscolare, incontinenza, ipotensione, problemi visivi ecc.).
Si deve però notare che occorrono circa 20 anni (non è un errore, è proprio 20, non 2!) perché si generi uno stato patologico in un individuo sano che assume poca vitamina B12; infatti la vitamina B12 è un coenzima e come tale in teoria partecipa alle reazioni senza essere distrutta. Questo spiega perché molti soggetti che diventano vegani in età adulta sembrano non avere problemi. Diverso è il caso in cui il soggetto non riesca ad assorbire quantità anche minimali per problemi gastro-intestinali: bastano da sei mesi a pochi anni per evidenziare la carenza. La vitamina B12 favorisce l’utilizzo degli alimenti a scopo energetico. La combinazione con l’acido folico, la vitamina B12 è in grado di abbassare i livelli ematici di omocisteina (ricordiamo che l’iperomocisteinemia è considerato un importante e indipendente fattore di rischio per gli incidenti cardiovascolari come, per esempio, aterosclerosi, ictus, infarto del miocardio, nonché incidenti periferico-vascolari ovvero trombosi, sia arteriose che venose).
Inoltre, un nuovo studio pubblicato sulla rivista Neurology, dimostra che le carenze di vitamina B-12 sono associati a problemi di memoria e di pensiero, così come il restringimento del cervello che possono contribuire a problemi cognitivi.

Vitamina B12 nello sport
È raccomandata nello sport di resistenza (la RDA consigliata è di 6 μg, mentre formulazioni americane arrivano anche a 100 μg giornalieri). Il fumo ne diminuisce l’assorbimento e l’abuso di alcol può causare carenza.
Riassumendo la Vitamina B-12 (cianocobalamina)

  • Essenziale per la produzione di globuli rossi
  • assiste nella creazione di materiale DNA
  • Supporta un sano sistema nervoso
  • aiuta a convertire le proteine, carboidrati e grassi in energia
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Vitamina C Acido Ascorbico
La vitamina C, o acido ascorbico, è un potente antiossidante usato dall’organismo per prevenire gli effetti dannosi dei radicali liberi, sostanze altamente reattive presenti nell’ambiente e nel corpo umano, causa di danni a livello cellulare.

La carenza di acido ascorbico porta all’insorgenza dello scorbuto, una patologia a cui erano soggetti i marinai, perché per lungo tempo avevano un alimentazione priva di frutta e verdura.

Grazie alla forte azione riducente, la vitamina C è utilizzata in molte reazioni di ossidoriduzione. Per effetto di queste sue proprietà è coinvolta nella sintesi e nel metabolismo di numerose sostanze.

All’interno dell’organismo l’acido ascorbico riveste molte funzioni:

  • riduzione dei metalli come rame e ferro nelle forme attive
  • assorbimento del ferro
  • metabolismo della tirosina
  • sintesi del collagene
  • rinforza ossa e cartilagini
  • sintesi della carnitina
  • sintesi di ormoni peptidici
  • funzionalità del citocromo P450, enzima epatico
  • attività antiossidante contro i radicali liberi
  • idrossilazione della dopamina per formare la noradrenalina
  • riduzione dell’acido folico nella forma coenzimatica
  • azione di rigenerazione della vitamina E per cessione di un elettrone al radicale alfa tocoferossilico
  • sintesi degli acidi biliari
  • sintesi di NO (ossido nitrico)

Integrazione nello sport
Diversi studi hanno evidenziato che la vitamina C favorisce l’incremento della forza, riduce i livelli di lattato ematico, favorisce il risparmio di glicogeno, agisce contro i radicali liberi  ed i ROS (sostanze reattive prodotte dall’ossigeno) prodotti dall’attività fisica. Più in generale l’acido ascorbico protegge i muscoli dai danni indotti dall’allenamento. L’integrazione con vitamina C si è dimostrata particolarmente importante negli sport di endurance, per contrastare gli effetti negativi dei radicali liberi prodotti dall’elevato consumo d’ossigeno durante l’allenamento e per favorire il recupero, però anche gli sport di forza possono beneficiare da una sua supplementazione,  che permette di ridurre i danni muscolari indotti dagli stress meccanici causati dall’utilizzo di elevati carichi e protegge i tessuti articolari fortemente sollecitati in queste discipline.
La vitamina C risulta inoltre importante nel recupero da infortuni ed infiammazioni articolari, in quanto serve al corpo per la sintesi del collagene, sostanze fondamentale per la vitalità dei tessuti articolari.
Venendo eliminato con le urine l’acido ascorbico non viene conservato dall’organismo, pertanto è importante che un eventuale integrazione a fini sportivi venga fatta in concomitanza della prestazione, l’ideale è prima e dopo l’allenamento o la competizione.

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Riassumendo la Vitamina C  (acido ascorbico)

  • Previene i danni dei radicali liberi
  • Vitale per un sistema immunitario sano
  • Essenziale per la produzione di collagene (necessario per la riparazione dei tessuti)
  • Promuove gengive sani, la pelle, e la visione
  • Importante per la sintesi della noradrenalina
  • Importante per la sintesi della carnitina, essenziale per il trasferimento di acili (acidi grassi) nei mitocondri
  • Importante per la biosintesi degli acidi biliari, infatti nelle cavie sottoposte ad una dieta carente di vitamina la sintesi risulta ridotta; la vitamina C sembra stimolare la reduttasi del citocromo P450, responsabile dell’idrossilazione in posizione 7-a del colesterolo, necessaria per la sintesi dell’acido colico;
  • Importante per l’attivazione dell’acido folico  in acido tetraidrofolico (FH4), forma biologicamente attiva;
  • Importante per la regolazione dei livelli endogeni di istamina, inibendone  il rilascio e favorendone la degradazione (la vit. C si utilizza a scopo terapeutico per prevenire lo shock anafilattico, la pre-eclampsia e la prematurità nelle complicanze della gravidanza); 
  • Importante per la biosintesi degli ormoni steroidei della corteccia surrenale (per idrossilazione); infatti, quando aumenta il bisogno ormonale nella corteccia si verifica una deplezione sia di colesterolo che di vitamina C;
  • Importante per l’assorbimento intestinale del ferro (riducendo il Fe ferrico a ferroso e favorendo la formazione di chelati stabili in grado di mantenere il Fe solubile in ambiente alcalino), il suo trasferimento dalla transferrina plasmatica alla fereritina tissutale e l’aumentata disponibilità intracellulare favorendo  il legame ferro-ferritina e aumentando la stabilità del complesso stesso;
  • Importante per la riduzione dell’efficienza  dell’assorbimento intestinale del rame, poiché la forma ossidata è più assorbita di quella ridotta (a dosi elevate di vitamina);
  • Importante nel ridurre la tossicità di alcuni minerali (Ni, Pb, V, Cd, Se), che in forma ridotta vengono assorbiti più difficilmente o escreti più velocemente;
  • Importante nel favorire l’utilizzazione del selenio a dosi fisiologiche, aumentandone la biodisponibilità di alcune sue forme organiche e inorganiche;
  • Importante per un’azione preventiva nella cancerogenesi da nitrosamine, inibendo la loro sintesi, che avviene a livello intestinale, per reazione dei nitriti con i gruppi aminici; 
  • Importante per la riduzione degli ioni superossidi, dei radicali idrossilici, dell’acido ipocloroso e altri potenti ossidanti, proteggendo la struttura del DNA delle proteine e delle membrane dai danni che tali ossidanti potrebbero provocare;
  • Importante per la costituzione, insieme alla vitamina E, di un sistema di protezione contro il danno ossidativo provocato dai radicali liberi: i PUFA sono protetti dai tocoferoli, che in seguito a irradiazione formano radicali fenossilici, i tocotrienossilici, per essere poi rigenerati a spese della vitamina C

Kyani Sunrise contiene 60 mg di vitamina C per 1 oncia.

PABA Acido para amminobenzoico (Vitamina B10)
PABA è l’acronimo di acido para-amminobenzoico, anche chiamato vitamina B10.

Il PABA è uno dei fattori vitaminosimili; è anche volgarmente noto come vitamina B10, in virtù della sua importanza nella sintesi dell’acido folico (vitamina Bc o B9).

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L’acido para-aminobenzoico è determinante per il metabolismo proteico e favorisce l’efficacia dell’acido pantotenico (vit. B5).
Il PABA interviene promuovendo la sintesi di melanina a partire dall’idrossifenilalanina (DOPA), quindi può essere utilizzato nella prevenzione delle scottature solari e nell’alleviamento del dolore da queste provocate; di fatto, l’acido para-amminobenzoico rappresenta un ingrediente fondamentale delle creme di protezione solare. Pare che il PABA aumenti anche la concentrazione di ossigeno nel sangue arterioso.

Il PABA stimola la flora intestinale, mettendola in grado di produrre acido folico che, a sua volta, contribuisce alla formazione dell’acido pantotenico. In qualità di coenzima, il PABA ha una funzione nella scomposizione ed utilizzazione delle proteine e nella formazione delle cellule sanguigne, soprattutto i globuli rossi. Il PABA svolge un ruolo importante nel mantenimento della salute della pelle, della pigmentazione dei capelli e della salute degli intestini. Il PABA agisce da filtro solare e viene usato come componente di alcuni prodotti solari di alta qualità.

Integrazione nello sport
Non sono stati evidenziati particolari effetti legati ad una supplementazione di PABA negli sportivi.

Riassumendo la Vitamina B10  (Acido Para Ammino benzoico)
  • Aumenta l’efficacia della vitamina B e C
  • protegge la pelle
  • favorisce il metabolismo delle proteine

Conclusioni:
In questo articolo avete trovato i vantaggi che ciascuna vitamina offre al consumatore, ma la vera differenza del Sunrise sta nella combinazione perfetta dei vari componente vitaminici, che ne esaltano la potenzialità. 
Nella figura che segue potrete notare l’importanza di queste combinazioni:
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LA SALUTE NON ASPETTA: AGISCI SUBITO

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Ci sono oltre 7 milioni di esseri umani che si muovono sul nostro pianeta Terra. Ma quanti di loro sanno qual è il proprio grado di salute? Tu personalmente sai qual è il tuo?
Quanto tempo ci fermiamo a pensare alla nostra salute e alla salute delle persone a cui vogliamo bene?
Adottiamo i giusti provvedimenti per la nostra salute?
Certamente conosciamo già molte delle cose benefiche da fare, come l’attività fisica, il dormire sano, l’importanza del liberare i pensieri dalle emozioni negative e molte altre cose ancora.
Ma la domanda che mi pongo è: “Tutto questo lo facciamo realmente e continuamente?” La risposta è tutta intorno a noi, basta guardare le persone che ci circondano…. esse rivelano segni inconfondibili di stress e di affaticamento fisico, psichico e spirituale. È un dato assodato che, ci sentiamo sempre più stanchi, soprattutto, i giovani che già agli inizi della loro carriera lavorativa sono spossati ed esausti.
Tutto questo è giusto? È possibile invertire questa tendenza e cambiarla?

Anche in questo caso la risposta è scontata…basta un’alimentazione bilanciata per mantenere uno stato di salute ottimale. L’importanza del cibo sano e del pensiero sano, non vanno trascurati, perché quando ci alimentiamo fisicamente, psicologicamente e spiritualmente di sano “cibo” riusciamo a mantenere normali le funzioni di tutti i sistemi del corpo, come la normale funzione cardiaca, cerebrale, del sistema nervoso, del sistema immunitario e, una normale pressione del sangue. Oggi, la scienza ci viene incontro, suggerendoci cibi o food alimenti o nutraceutici, capaci di ridurre drasticamente la stanchezza, l’affaticamento, apportando al nostro organismo i benefici dei principi attivi farmacologici delle piante e degli alimenti contenuti nel cibo.
Il mio intento è quello di darvi maggiore informazione, maggiore consapevolezza su cosa si può fare per vivere in salute e pieni di energia.
Mandami un’email di richiesta e sarò lieto di inviarti informazioni preziose ed esclusive su una combinazione perfetta e portentosa fatta di ingredienti, i più puri che esistono in natura, per prenderti finalmente cura della tua salute, giorno dopo giorno, migliorando la tua efficacia psico fisica.

Se realmente tieni a te stesso e alle persone che ami, agisci ora, scrivimi, così ho l’opportunità di farti scoprire attraverso un appuntamento via skype o telefonico cosa devi sapere realmente per avere una salute sempre ottimale.
Non esitare è ora il momento di agire, scrivimi all’indirizzo email di facebook:
amadeofurlan@alice.it

Ti invierò un video esclusivo sui prodotti nutraceutici che rivoluzioneranno il mercato nei prossimi anni.

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LE NUOVE FRONTIERE DELL’INTEGRAZIONE ALIMENTARE: NUTRIGENOMICA E NUTRACEUTICA

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In questi giorni mi ponevo delle domande sul significato che il cibo dovrebbe avere nella vita dell’uomo, e sempre di più mi rendo conto che pur essendo fonte di energia, piacere per il palato e nutrizione per la vita delle nostre cellule, l’essere umano non sa ancora riconescergli il giusto peso, il giusto significato.
Dobbiamo renderci sempre più consapevoli che, il cibo non è solo un mezzo di sostentamento, ma è molto di più, deve essere visto come un’importante fonte di piacere, per il palato e per lo spirito; una sorta di autogratificazione capace di imprimere energia positiva che fornisce alle nostre emozioni la giusta direzione per rendere migliori le nostre giornate. 
Purtroppo, l’industria alimentare da un lato e l’estremismo al consumismo dall’altra, ha trasformato la ricerca nel mondo dell’alimentazione in un “circo” dove le forme di edonismo classificato con stelle, non rappresenta la vitalità energetica che il cibo dovrebbe avere.
Ma il cibo in origine era salute, ed è un potentissimo mezzo messo a nostra disposizione dalla natura per salvaguardare l’organismo a mantenere uno stato di benessere, e non, invece, un modo per classificare uno stile di vita in mano a pochi. 
I cibi che oggi ingeriamo hanno l’ energia e la purezza originaria?

Purtroppo no!

Molte delle patologie degenerative attualmente riscontrate sono correlate all’alimentazione.

“Noi siamo il risultato di ciò che mangiamo”
Questa affermazione ha un peso notevole, quindi cosa ci racconta la comunità scientifica su questo argomento?

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Ci dice che, i cibi oggi non ci forniscono più il giusto apporto vitaminico e minerale, quindi la parola chiave è: INTEGRARE.
L’integrazione è diventato lo strumento indispensabile per agire positivamente sull’efficienza del nostro organismo. 
Bastano solo gli integratori? 
La nuova tendenza è quella di utilizzare i benefici forniti dagli alimenti nutraceutici, ovvero, sostanze che hanno oltre ad un’azione nutriente per il nostro organismo, un’azione farmacologia che, protegge e conserva il nostro sistema cellulare, ma a differenza del farmaco tradizionale, non ha  gli effetti collaterali. In definitiva, si tratta di nutrienti per l’organismo, con azione protettiva latente che, quando serve aiuta l’uomo a superare le difficoltà che una malattia potrebbe comportare. Assumere un nutraceutico nell’arco della propria vita potrebbe offrire quell’equilibrio necessario al nostro organisco per garantire la salute.

La nutraceutica è una disciplina che, unisce scienza, alimentazione/nutrizione e farmaceutica, utilizzando le metodologie e le strumentazioni più moderne per identificare le molecole degli alimenti che, possono ridurre il rischio dell’insorgenza di patologie gravi e per caratterizzarne i meccanismi di azione migliori per il nostro organismo.

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Attraverso la nutraceutica, quindi, si studiano gli estratti di piante, animali, minerali e microrganismi che, hanno una funzione benefica sulla salute generale dell’organismo umano.

Pur essendo un settore di ricerca giovane e, in assoluto, un’area in grande fermento, dove il concetto base a cui aspira arrivare è quello di fornire un “un prodotto isolato o purificato dagli alimenti, con azione medicamentosa che, possa fornire un effetto benefico fisiologico e una protezione contro le malattie croniche”.

Per distinguere, quindi, i Nutraceutici dagli integratori nutrizionali, possiamo affermare che i Nutraceutici sono delle sostanze biologiche, solitamente concentrate, aventi caratteristiche preventive, riequilibrative, terapeutiche e protettive a livello psico-fisiologico.

Integrando ed arricchiendo al meglio l’alimentazione con molecole utili, possiamo agire contro le possibili malattie, l’invecchiamento, gli agenti negativi esterni, i radicali liberi, lo stress psico-fisico, così da facilitare e potenziare il generale funzionamento del corpo e della mente.

Fra gli alimenti più studiati da questa nuova disciplina, ve ne sono alcuni che, sembrerebbero essere utili nel contrastare alcune delle patologie più diffuse nella società moderna: 

  • Ad esempio gli acidi grassi polinsaturi essenziali (Omega 3). Si tratta di molecole che compongono la maggior parte dei Lipidi. Hanno un’azione protettiva sull’apparato cardiocircolatorio, prevenendo depositi di colesterolo “cattivo”, di trigliceridi e di coaguli nel sangue, e sono fondamentali componenti e mediatori del sistema nervoso, fornendo anche protezione. Mantengono elastica e permeabile la membrana cellulare, conservano l’apparato dermico in buono stato e mediano la produzione di altre sostanze indispensabili al funzionamento e al benessere organico. 

Gli omega 3 associati alle vitamine A, D3 e E, (formulazione presente nel prodotto Kyani Sunset) avrebbero evidenziato effetti positivi sul controllo del colesterolo, delle allergie, sui problemi cardio vascolari e sul diabete di tipo 2. 

Estratti della pianta del noni (in circolo producono Ossido Nitrico) sono utili nel controllo della pressione, del colesterolo, delle patologie cardiache, oltre che come mediatori endogeni in processi particolarmente importanti, come la vasodilatazione e la trasmissione degli impulsi nervosi. L’ossido nitrico prodotto dai principi attivi della pianta del noni, permette  in qualità di neurotrasmettitore nel sistema nervoso centrale e nei plessi nervosi periferici non-adrenergici-non colinergici dell’albero bronchiale di avere un possibile effetto broncodilatatore – antiasmatico, e del tratto gastro-intestinale azione vasodilatatoria sull’endotelio vascolare sistemico, coronarico e renale.

L’importanza di questa sostanza è fondamentale, si pensi solo che l’ossido nitrico viene prodotto da alcune cellule del sistema immunitario che lo utilizzano per difendersi dalle aggressioni degli antigeni.

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In questo caso viene sfruttata la sua azione ossidante e la conseguente capacità di liberare radicali liberi in grado di distruggere la membrana plasmatica degli agenti microbici. Il monossido di azoto sembra inoltre stimolare la proliferazione cellulare dei linfociti T e B durante la risposta immunitaria. (Kyani FX o Extreme).

  • Altro esempio è l’utilizzo di principi attivi che, mescolati tra loro ne amplificano l’azione. Ad esempio l’uso della vite rossa (Vitis vinifera) e del mirtillo nero (Vaccinium myrtillus) mescolati assieme, ne esalta l’azione antiossidante, antiedemigena e protettiva sul microcircolo (presente nel prodotto Sunrise di Kyani).
  • Acido Folico (o Folacina): sostanza nutriente fondamentale per il metabolismo di Aminoacidi, Fosfolipidi e globuli rossi, per lo sviluppo neuropsichico e per la sintesi del DNA. Viene chiamato anche Vitamina M ed è presente in alimenti alimenti come arance, fegato, legumi, lievito di birra, riso, verdura a foglia verde, uova (anche questo presente nel Sunrise Kyani).
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  • Antocianine (o Antociani): sostanze di origine naturale con la funzione di fornire colori e sfumature alle piante (frutti e verdure compresi), e facenti parte del gruppo dei cosiddetti Bioflavonoidi. Nello specifico, sono responsabili delle colorazioni blu, viola, rosso e rosa, e oltre al tono cromatico, forniscono protezione dagli agenti nocivi esterni. In tal modo risultano propositive anche per la protezione della salute dell’organismo umano, visto appunto il loro forte potere antiossidante, in particolare per l’apparato cardiovascolare e dermico. Le Antocianine si ritrovano in alimenti come: barbabietole, cipolle, frutti di bosco, uva (anche questo presente nel Sunrise Kyani).
  • Bioflavonoidi o (Flavonoidi): sostanze con una potente azione antiossidante, antivirale, immunostimolatrice e immunoprotettiva. Inoltre coadiuvano e potenziano le funzioni della Vitamina C (tanto da essere chiamati anche Vitamina C2). Tali molecole partecipano alle diverse colorazioni di molteplici tipi di frutta e verdura, andando a costituire con altre sostanze i loro peculiari pigmenti. I Bioflavonoidi vengono anche detti Vitamina P e sono presenti in alimenti come aglio, agrumi, albicocche, cacao, cavoli, cipolle, mele, pomodori, spinaci. Si possono trovare anche in bevande come: succo di frutta, tè, vino (anche questo presente nel Sunrise Kyani).
  • I componenti della vite rossa, che si trovano nelle foglie, che vengono raccolte a vendemmia terminata, quando hanno ormai assunto le caratteristiche sfumature rosseggianti (da cui trae origine il termine “vite rossa”). Le sostanze chimiche in questione, appartenenti alla categoria dei polifenoli (resveratrolo) ed in particolare dei bioflavonoidi (antocianidine e proantocianidine), si trovano anche nella buccia dei frutti e nei semi, da cui derivano le benefiche proprietà ascritte ad un consumo moderato di vino rosso e di olio di vinaccioli. I bioflavonoidi della vite rossa svolgono un’intensa attività antiossidante ed antinfiammatoria. La loro azione più importante si espleta tuttavia a livello capillare, dove influenzano positivamente la permeabilità vasale, impedendo che questa aumenti oltremisura e porti con sé edemi e gonfiori. Le procianidine sono, infatti, in grado di stabilizzare le fibre di collagene e di inibire l’attività catabolica dell’elastasi, un enzima che porta alla degradazione di questa proteina chiave del tessuto connettivo (anche questo presente nel Sunrise Kyani).
  • Coenzima Q-10 (o Ubichinone): molecola coenzimatica di origine lipidica. Ha buone proprietà antiossidanti e di trasporto di ossigeno a livello dei mitocondri cellulari; in tal modo favorisce la sintesi e la produzione di energia. Viene anche chiamato Vitamina Q (presente nel prodotto Nitro Xtreme Kyani).
  • D-ribosio: zucchero monosaccaride contenuto nella cellula e facente parte di importanti sue strutture come l’Acido ribonucleico (RNA) e l’Adenosintrifosfato (ATP). E’ dunque una sostanza organicamente fondamentale per il buon funzionamento dei meccanismi metabolici dell’individuo. E’ anche indicato nei momenti di stanchezza, per lo sport e per la resistenza fisica, visti i suoi effetti diretti sulla sintesi proteica ed il metabolismo energetico (presente nel prodotto Nitro Xtreme Powder di Kyani). 
  • Fruttosio: zucchero monosaccaride caratteristico della gran parte dei frutti (da qui il nome) e del miele e molto importante per diversi processi metabolici dell’organismo e per la produzione di ulteriori sostanze fondamentali per l’energia, il funzionamento ed il benessere sia psichico, che fisiologico. Esso viene infatti convertito a livello epatico o intestinale in Glucosio (presente nel prodotto Sunrise di Kyani).
  • Inositolo: zucchero semplice simile alle Vitamine del gruppo B; viene infatti anche chiamato Vitamina B7. Ha un’azione costituente, stimolante, nutritiva e rafforzativa sul sistema nervoso e possiede funzioni fondamentali di crescita e nutrimento delle cellule cerebrali e del midollo osseo e sulla trasmissione nervosa. Agisce in sinergia con Acido folico, Acido Pantotenico, Biotina, Colina, PABA e Vitamina B6 (combinato con la Colina protegge fegato, reni e apparato cardiocircolatorio, contrastando l’ostruzione dei vasi attraverso un’azione sul metabolismo dei grassi e, quindi, con riduzione del tasso di colesterolo nel sangue). Tale sostanza agevola inoltre la diminuzione di stati ansiosi, depressivi e/o di stress. Si trova in alimenti come: agrumi, carne, cereali integrali, fegato, frutta fresca, frutta secca, germe di grano, lievito di birra (presente nel prodotto Sunrise di Kyani).
Questi sono alcuni esempi di sostanze, piante, e frutta con specifiche azioni benefiche che, mescolatead altri nutrienti possono comporre un prodotto dalle elevate connotazioni innovative nel mondo della nutraceutica.
Chiedi il video sui prodotti nutraceutici inviando la richiesta alla mia email di facebook: 
amadeofurlan@alice.it